Azione comune contro l'erosione costiera: ecco le due proposte che arriveranno a Roma
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il tavolo dei sindaci a Furci Siculo
L’incedere dell’erosione costiera e la necessità di porvi rimedio mettono d’accordo tutti i comuni del litorale. O quasi. Parecchi sindaci hanno risposto all’appello del collega di Furci Siculo, Matteo Francilia, che da presidente dell’Unione dei Comuni Valli Joniche dei Peloritani ha invitato gli 11 Comuni dell'ente sovracomunale e altri 13 Comuni del comprensorio a partecipare ad un tavolo per stabilire le azioni da intraprendere per la salvaguardia della costa. Hanno risposto all’appello sindaci e amministratori di Scaletta Zanclea, Itala, Nizza di Sicilia, Sant’Alessio Siculo, Forza d’Agrò, Letojanni, Castelmola, Gallodoro, tecnici e delegati di Giardini Naxos, Alì Terme e Casalvecchio Siculo; assenti i rappresentanti degli altri tre comuni costieri, ossia Taormina, Santa Teresa di Riva e Roccalumera, oltre agli amministratori di Antillo, Limina, Mandanici, Pagliara, Roccafiorita, Savoca e Alì. «Mai come in questo momento bisogna ragionare insieme - ha esordito Francilia - dobbiamo fare azioni unitarie per evitare di essere dimenticati, agire come se fossimo un unico comune al di là dei danni subiti. Non ha senso ricostruire i lungomari se non si protegge la costa, mai come in questo momento abbiamo la possibilità di essere ascoltati e insieme abbiamo più forza per superare la burocrazia». Spunti interessanti sono stati forniti dal vicesindaco di Sant’Alessio Siculo, Giovanni Foti, che oltre allo svuotamento dei torrenti ha proposto due strade da percorrere, pensando innanzitutto ad un progetto generale di tutela dalla costa jonica messinese con opere a mare distribuite per tutta la sua estensione, intervenendo per stralci. La prima ipotesi messa sul tavolo é quella di utilizzare per il ripascimento delle spiagge i sedimenti provenienti dallo scavo delle gallerie del raddoppio ferroviario, visto che su 8 milioni di metri cubi ben 5 è previsto finiscano in discarica: «È una risorsa che non c’è nei torrenti - ha evidenziato Foti - e faremmo risparmiare milioni di euro per lo smaltimento in discarica. Basterebbe ottenere dall’Ispra un allentamento sulle norme relative alla caratterizzazione del materiale estratto non additivato». La seconda ipotesi è quella dell’utilizzo delle cave sottomarine, ossia depositi di sabbia sui fondali dai quali, tramite l’utilizzo di draghe aspiranti, è possibile ripascere artificialmente gli arenili: «Sono centinaia di milioni di metri cubi recuperabili e se da Roma sposano questa idea, noi abbiamo un progetto pronto - ha spiegato Foti - perchè dobbiamo comprendere che i ripascimenti andranno fatti a vita, ricreando le dune sulle spiagge per evitare che il barre si scontri con le barriere rigide dei lungomari. La soluzione del raddoppio ferroviario è comunque quella più veloce». Il vicesindaco alessese ha chiesto a Francilia di farsi promotore di un tavolo tecnico ministeriale e il sindaco di Furci Siculo porterà a Roma nei prossimi giorni un documento con le proposte: «Sarò nella capitale per iniziare a seguire questo percorso per l'intero territorio - ha anticipato - con la richiesta di superare la burocrazia e i tecnicismi che ci bloccano da anni, comportando non solo un danno al territorio ma anche un maggiore costo della spesa pubblica».













