Allerta meteo e scuole chiuse: l’errore dei sindaci sul colore e le polemiche politiche
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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A Santa Teresa si installano ancora climatizzatori
La tempesta d’acqua si è trasformata presto in bufera politica e il maltempo ha lasciato spazio a proteste e accuse. L’allerta meteo gialla proclamata martedì pomeriggio dalla Protezione civile si è manifestata con forti temporali su tutto il comprensorio, con smottamenti, allagamenti e caduta di alberi in vari comuni, ma i sindaci non avevano disposto la chiusura delle scuole per la giornata di mercoledì, poiché ormai è prassi farlo quando l’allerta è arancione o rossa, secondo una decisione quasi automatica. A cambiare idea per primo è stato il sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilia, che alle 23.47 di martedì ha annunciato la decisione di mantenere chiuse le scuole, avvisando per tempo docenti, studenti e personale. Un provvedimento auspicato anche nei centri vicini, in particolare a Santa Teresa di Riva, visti i forti temporali della notte (cessati alle 8.30) dove però la scelta di sospendere le lezioni è stata comunicata dal sindaco Danilo Lo Giudice solo alle 7.41, quando ormai quasi tutti gli studenti erano in viaggio e parecchi già giunti a scuola, dopo numerose richieste di informazioni arrivate dalle famiglie ma rimaste senza risposta da parte degli amministratori comunali. «Dispiace per il poco preavviso - si è giustificato il primo cittadino - purtroppo con allerta gialla non eravamo nelle condizioni di poterlo prevedere anticipatamente, ma vista la situazione come sempre ci assumiamo responsabilità che vanno ben oltre le nostre competenze. Per chiudere le scuole ci vuole un allerta rossa - ha sostenuto Lo Giudice - qualcuno dovrebbe pensare che noi sindaci non abbiamo nessuno strumento per decidere se non un foglio di carta che arriva alle 16 del giorno prima. Questo sistema regionale di protezione civile è inconcepibile». Come funziona il sistema Le polemiche politiche
In realtà l’allerta non è un bollettino meteo ma ha valore di previsione e non di certezza di accadimento e comunica l’eventuale impatto al suolo. Anche un’allerta gialla può essere pericolosissima: come ribadito più volte dalla Protezione civile, ogni sindaco deve conoscere il proprio territorio e sapere che rischio si corre e non esiste alcun automatismo di chiusura delle scuole in base ai colori. I sindaci devono valutare se i plessi scolastici sono ubicati, o se la viabilità che dovranno percorrere i loro fruitori ricade, su aree a rischio idrogeologico o idraulico: in tale situazione potrebbe ipotizzarsi la chiusura delle attività didattiche, altrimenti appare priva di necessità. Se ad esempio può esserci la necessità di chiudere un plesso situato accanto ad un torrente in caso di allerta gialla, così come una scuola in pianura, lontano da fiumi e mari, potrebbe rimanere aperta anche con l’allerta rossa. In ogni caso spetta ai sindaci la responsabilità delle decisioni, nella qualità di autorità locali di protezione civile. Ma gli amministratori preferiscono quasi sempre la via della precauzione e non potendo improvvisarsi meteorologi per valutare con certezza le possibili portate delle ondate di maltempo, preferiscono lasciare a casa gli studenti.
La chiusura delle scuole 15 minuti prima dell’apertura ha scatenato le opposizioni: «L’assessora alla Pubblica Istruzione, Annalisa Miano, ha toccato il fondo - ha contestato il consigliere di minoranza Nino Bartolotta - un buon amministratore, se lo ritiene, avrebbe dovuto fare quello che ha fatto il sindaco di Furci e cioè chiudere le scuole la sera prima, no quando gli alunni erano già sullo scuolabus, a scuola, alla stazione o sui treni ed i genitori al lavoro. Dilettanti allo sbaraglio è un complimento». Per il collega Santino Veri «se c’erano le condizioni per prevedere la chiusura, andava comunicata la sera prima o all’alba. Lasciare minorenni in giro può esporli a rischi e difficoltà che si sarebbero potuti evitare. Non è soltanto una questione di disagi, ma di responsabilità e sicurezza. Amministrare significa anche conoscere il territorio, prevedere le conseguenze delle proprie scelte e rispettare i cittadini. La sicurezza viene prima di tutto, ma la tempestività e il buon senso non sono optional - ha aggiunto - òe famiglie meritano rispetto, non decisioni comunicate quando non c’è più il tempo di organizzarsi. Era davvero impossibile pensarci prima? Per tutti questi evitabilissimi disagi, ringraziamo la sempre attenta assessora all'istruzione Annalisa Miano».













