Alì Terme, il Tar sospende le delibere del commissario: l'aula "contesa" resta alla scuola
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Comune e scuola primaria sono accanto
Primo verdetto dei giudici sul caso dell’aula “espropriata” dal Comune di Alì Terme alla limitrofa scuola primaria, allo scopo di ampliare gli spazi da mettere a disposizione dell’Ufficio tecnico comunale. Il Tar di Catania ha accolto ieri l’istanza cautelare presentata dall’Istituto comprensivo “Stefano D’Arrigo” e ha sospeso la deliberazione del commissario straordinario con i poteri della giunta adottata l’11 marzo e i provvedimenti successivi, ossia la deliberazione dell’11 maggio (atto di indirizzo per procedere alla riconfigurazione degli uffici ospitati al piano primo della sede municipale, anche con acquisizione funzionale di un vano contermine alla sede municipale in atto in uso alla scuola primaria) e la deliberazione del 15 maggio (approvazione progetto di fattibilità tecnico-economica relativo agli interventi per la riconfigurazione con ampliamento degli uffici comunali presenti nella sede municipale centrale). Provvedimenti la cui efficacia rimane sospesa, almeno fino alla trattazione di merito del ricorso fissata per l'udienza pubblica dell’8 settembre prossimo. I giudici della Quinta Sezione del Tar etneo hanno ritenuto che «al sommario esame proprio della fase cautelare, le censure formulate tanto nel ricorso principale che in quello per motivi aggiunti siano fornite di fumus boni iuris (fondatezza della pretesa, ndc), in particolare in relazione alla necessità, anche sulla base della normativa applicabile alla controversia, di una formale intesa tra il Comune e l’istituzione scolastica ricorrente» e «in relazione al requisito del periculum in mora (rischio di danno grave, ndc), che nel bilanciamento degli interessi in gioco, debba ritenersi prevalente, allo stato attuale e tenuto conto dell’imminente conclusione dell’anno scolastico, quello collegato alla salvaguardia del pieno esercizio del diritto all’istruzione in senso ampio e, pertanto, alla fruizione dei relativi servizi senza alcuna possibile compromissione né delle attività né degli standard di sicurezza e salubrità degli ambienti scolastici». L’istanza di sospensiva dei provvedimenti del commissario, presentata dall’Istituto comprensivo, è stata dunque accolta, «fatte salve le eventuali interlocuzioni tra le parti, nel rispetto del principio di reciproca collaborazione». Già il 18 maggio il presidente della Quinta Sezione, con un decreto cautelare, aveva accolto la domanda di misura cautelare provvisoria chiesta dall'Istituto comprensivo e aveva disposto la sospensione della delibera commissariale sino alla definizione della fase cautelare collegiale, ritenendo sussistente la estrema gravità e urgenza per l’adozione della misura cautelare monocratica. La nuova Amministrazione comunale potrà decidere se andare avanti con il percorso intrapreso dal commissario Giovanni Cocco, che ha concluso oggi il suo mandato in municipio, oppure bloccare l’iter. Secondo il funzionario regionale l’acquisizione dell’aula della scuola primaria è necessaria per garantire la salute e la sicurezza degli impiegati comunali, vista l’eccessiva ristrettezza degli spazi adibiti anche alla ricezione del pubblico sottodimensionati in relazione al rapporto tra superficie disponibile e numero di dipendenti in servizio; per l’Istituto comprensivo, invece, contesta la violazione delle disposizioni legislative disciplinanti i modi attraverso cui gli edifici possono essere sottratti al vincolo di destinazione scolastica; la necessità dell’attivazione di un apposito procedimento che coinvolga le istituzioni scolastiche e che si concluda con l’assenso delle medesime; carenze procedimentali in merito agli interventi edilizi da realizzare e un grave pregiudizio alla sicurezza e salubrità della popolazione scolastica minorile.













