Venerdì 22 Maggio 2026
Il commissario vuole utilizzarla per uffici, la dirigente si oppone e presenta ricorso


Alì Terme, guerra per un'aula tra Comune e Istituto comprensivo: lo scontro arriva al Tar

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Municipio e scuola sono confinanti

Un’aula “espropriata” dal Comune di Alì Terme alla scuola primaria di piazza Nino Prestia è da settimane al centro di una guerra tra il commissario straordinario Giovanni Cocco e la dirigente scolastica Maria Elena Carbone. Un… muro contro muro… su un muro da abbattere, che adesso finisce anche nelle aule della giustizia amministrativa. L’Istituto comprensivo “Stefano D’Arrigo” ha infatti presentato un ricorso al Tar di Catania  chiedendo l’annullamento, previa sospensione, della deliberazione adottata l’11 marzo dal commissario (con i poteri della Giunta municipale) che prevede l’acquisizione di una stanza confinante al palazzo municipale per destinarla ad uffici comunali. Una decisione contestata dall’istituzione scolastica, che assistita dall’Avvocatura dello Stato ha deciso si rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale. L’udienza cautelare in camera di consiglio, davanti ai giudici della Quinta Sezione, è stata fissata per il 26 maggio e in quella data si avrà già un primo verdetto. Il Comune di Alì Terme è difeso dall’avv. Cirino Gallo di Acquedolci, incaricato dal commissario per una spesa di 6.283 euro. Nel ricorso si contesta la violazione delle disposizioni legislative disciplinanti i modi attraverso cui gli edifici possono essere sottratti al vincolo di destinazione scolastica e si fa presente la necessità dell’attivazione di un apposito procedimento che coinvolga le istituzioni scolastiche e che si concluda con l’assenso delle medesime; inoltre vengono rilevate carenze procedimentali in merito agli interventi edilizi da realizzare e un grave pregiudizio alla sicurezza e salubrità della popolazione scolastica minorile.

Secondo il commissario Cocco è necessario acquisire quel locale scolastico in quanto «dalle dettagliate relazioni e perizie redatte è stato riscontrato che gli Uffici dell’Area Amministrativa e quelli dell’Area Tecnica presenti al primo piano della sede municipale centrale risultano ampiamente sottodimensionati in relazione al rapporto tra superficie disponibile e numero di dipendenti che attualmente vi prestano servizio e gli spazi sono del tutto insufficienti allo svolgimento dell’azione amministrativa propria degli Uffici, con conseguente congestionamento delle attività all’interno degli ambienti lavorativi». Quindi vi sarebbe «il rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, dovuto alla condizione di eccessiva concentrazione all’interno di spazi che, peraltro, sono adibiti alla ricezione del pubblico, con nocumento della riservatezza dei soggetti che si interfacciano con i dipendenti dell’ente e i cui dati vengono trattati dal personale in servizio». Il commissario fa presente di aver vagliato prioritariamente la fattibilità tecnica di un’ipotesi di completa rifunzionalizzazione dei vani al piano primo dell’edificio, tramite interventi di demolizione e ricostruzione delle tramezzature, risultata però impraticabile poiché i lavori di ridistribuzione planimetrica, oltre a non consentire di ricavare ulteriori spazi aggiuntivi per il personale, avrebbero richiesto interventi complessi e costosi a carico del sistema impiantistico canalizzato all’interno delle pareti esistenti. Dunque «è apparsa maggiormente congeniale e attuabile tecnicamente l’ipotesi che contempla l’ampliamento dei vani mediante realizzazione di un varco di collegamento con un ambiente, di proprietà comunale, confinante con l’edificio municipale e attualmente in uso alla scuola primaria».

Il commissario fa presente di aver informato la dirigente scolastica prima dell’approvazione della delibera contestata, trasmessa il 18 marzo: «Si susseguivano una serie di discutibili iniziative mediatiche da parte della prof.ssa Maria Elena Carbone - evidenzia l’attuale reggente del Comune - volte a contestare la decisione amministrativa, e formale comunicazione del 30 marzo corredata da verbale di riunione del Consiglio d’Istituto, palesante fermo dissenso all’ipotesi del miglior e diverso utilizzo del vano, fondato sulla presunta violazione del diritto allo studio e della sicurezza e salubrità degli spazi destinati ad uso scolastico». Per il Comune, però, il confronto c’è stato e il fatto che non si sia giunti ad una decisione concorde «non implica che la questione non abbia formato oggetto di un’apposita intesa, ancorché negativa, né tantomeno che il dissenso dell’ente scolastico possa arrestare l’Amministrazione comunale che agisce esclusivamente per la finalità del preminente interesse pubblico». Per quanto attiene al profilo della sicurezza e salubrità, il commissario assicura che i lavori non avverranno in concomitanza con l’attività scolastica, ma al di fuori dell’orario delle lezioni, e per minimizzare le interferenze si prevedono due fasi, con solo la prima che interesserà direttamente la scuola primaria. Lavori già affidati all’impresa “Pagliuca Costruzioni Srl” di Scaletta Zanclea per una spesa totale di 26.760 euro. 


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