Addio agli alberi sul lungomare di Santa Teresa: storia di dieci anni di soldi sprecati
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
183 Lettori unici
Una delle aiuole chiuse con l'asfalto
Aiuole e alberi sul lungomare di Santa Teresa: storia di dieci anni di soldi sprecati. Non è il titolo di un romanzo, ma la dura e triste realtà. Una storia che inizia nel 2016 e che oggi si chiude definitivamente, dopo svariati (e costosi) tentativi e scelte sbagliate alle quali non si mai riusciti a porre rimedio. L’ultimo capitolo si scrive in questi giorni, con lo smantellamento delle 52 aiuole rimaste sul lungomare tra piazza Municipio e l’estremità nord, nel quartiere Bucalo, al cui interno giacevano ormai i tronchi appassiti degli alberelli di oleandro, il cui destino era già segnato dal 2025. E con il ciclone Harry di gennaio è arrivato il colpo di grazia. Il Comune ha deciso di rimuovere anche i cordoli in cemento e asfaltare tutto, ricavando maggiore spazio per la sosta delle auto. Si cancella così definitivamente il verde negli stalli lato mare, comparso a metà degli Anni ’90 con la piantumazione delle tamerici, fino al “peccato originale” che risale al 2016, quando l’allora sindaco Cateno De Luca decide di rimuovere le tamerici per sostituirle con esemplari di Lagerstroemia indica (mirto crespo), che però appassiscono già un anno dopo perchè non adatti a rimanere esposti alla salsedine. Nel 2020 si passa all’oleandro, con i primi 25 esemplari piantumati in quell’estate, seguiti un anno dopo da altri 93, per un totale di 118 alberelli posti sul lato mare della litoranea nelle aiuole quadrangolari con cordoli in cemento, in sostituzione di quelle rotonde con cordoli semicircolari ormai divelti; in quell’occasione 27 aiuole vengono chiuse con l’asfalto, in particolare tra via Torrente Portosalvo e piazza Municipio, per ricavare maggiore spazio per la sosta delle auto in alcune zone dove il Comune riteneva vi fosse maggiore esigenza di parcheggi. Si arriva all’estate 2024, quando l’Amministrazione comunale decide di piantare 60 nuovi esemplari di oleandro, visto che ne erano rimasti solo 40 fioriti e in buono stato su tutto il lungomare, mentre altri 57 erano ormai irrecuperabili. Ma anche questo arbusto sempreverde si rivela poco idoneo e le mareggiate fanno appassire le chiome, con rami e foglie che non danno più segni di vita. Così un anno fa la ditta che gestiva la manutenzione del verde pubblico procede alla potatura delle chiome ingiallite su 103 dei 104 esemplari di oleandro esistenti sul lato mare della litoranea, visto che soltanto un alberello nel quartiere Bucalo è rimasto indenne mantenendo la colorazione verde. In dieci anni, dal 2016 al 2026, si contano quindi sei interventi tra rimozione delle tamerici, piantumazione del mirto crespo, rimozione di quest’ultimo e sostituzione con gli oleandri a più riprese, con una spesa di almeno 150.000 euro e l’incapacità a trovare una soluzione idonea. Senza contare i lavori di questi giorni, decisi anche perchè l’impianto di irrigazione è stato tranciato in più punti. La nostra costa veniva anticamente identificata come “Tamaricium sive Palma”, luogo di tamerici e palme, ma siamo riusciti a farli sparire entrambi…













