Giovedì 22 Ottobre 2026
La testimonianza di un lettore che ha rischiato la vita. E ha dovuto risarcire il Cas...


A18, la voce di un sopravvissuto: «Dietro ogni incidente c’è una persona, serve sicurezza"

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il sinistro del 18 gennaio

Lo scorso 18 gennaio è rimasto convolto in un grave incidente sull’autostrada A18 Messina-Catania. Oggi, alla luce del dibattito in corso sulla sicurezza delle arterie autostradali, interviene per commentare lo stato in cui versano, chiedere risposte e ribadire la necessità di garantire sicurezza agli utenti.   

“Mi chiamo Daniele Zangla e sono sopravvissuto a un grave incidente avvenuto il 18 gennaio 2026 sull’autostrada A18 Messina–Catania, al chilometro 17, in direzione Catania. Le recenti notizie sulle condizioni di sicurezza delle autostrade A18 e A20 e sulle richieste di intervento rivolte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al Consorzio per le Autostrade Siciliane hanno riacceso le domande che mi accompagnano dal giorno dell’incidente. Secondo quanto riportato dalla stampa, dopo le ultime ispezioni il Ministero ha rilevato criticità tali da mettere in discussione l’adeguatezza degli standard di sicurezza. Per chi ha rischiato la vita su quelle strade, non sono soltanto questioni amministrative: sono interrogativi concreti su ciò che è accaduto e su ciò che si sarebbe potuto evitare. Mi chiedo da quanto tempo fossero presenti questi problemi, quali verifiche siano state effettuate negli anni e se le protezioni installate fossero adeguate. Le norme sulla sicurezza esistono da tempo: per questo è importante capire se siano state rispettate e quali interventi siano stati eseguiti. Il mio incidente è avvenuto al chilometro 17, nella zona di Alì Terme, a pochi chilometri dall’uscita di Roccalumera. Quel giorno pioveva intensamente e percorrevo prudentemente la corsia di marcia, a velocità moderata. In un tratto in lieve discesa mi sono trovato improvvisamente davanti a una notevole quantità d’acqua sulla carreggiata. In pochi secondi l’auto ha perso aderenza e ha deviato bruscamente verso destra, urtando il guardrail laterale. Il primo impatto ha provocato un repentino cambio di direzione verso sinistra, portando il veicolo contro la barriera spartitraffico, a margine della corsia di sorpasso. Secondo quanto ho potuto percepire, la barriera si è piegata verso il basso e l’auto l’ha sormontata, ribaltandosi nello spazio tra le due carreggiate. Il veicolo si è fermato capovolto sulla barriera della carreggiata in direzione Messina, occupando anche parte della corsia di sorpasso. Ho rischiato la vita e mi sono ritrovato in una posizione di estremo pericolo anche per chi sopraggiungeva dalla direzione opposta”.

“Da allora continuo a chiedermi se una pavimentazione e un sistema di drenaggio adeguati avrebbero potuto evitare la perdita di controllo e se una barriera correttamente progettata, installata e mantenuta avrebbe potuto contenere il veicolo o limitare le conseguenze dell’urto. Sono domande che richiedono risposte tecniche, non rassicurazioni generiche. Vivere in Sicilia non dovrebbe significare dover scegliere tra la necessità di spostarsi e la paura di farlo quando piove. A volte sembra di dover consultare le previsioni prima di mettersi in viaggio come se si dovesse salpare per mare. Ma, al di là dell’ironia, il problema è serio: chi percorre un’autostrada deve poter contare su una manutenzione adeguata, sul corretto deflusso delle acque e su dispositivi di protezione efficienti. La presenza di acqua stagnante, lo stato della pavimentazione e la continuità delle barriere sono aspetti sui quali chiedo verifiche puntuali. Non posso stabilire personalmente quali dispositivi fossero installati, se fossero conformi ai requisiti applicabili o quale fosse il loro effettivo stato di conservazione. Proprio per questo chiedo che vengano resi disponibili i documenti e svolti gli accertamenti necessari. Le conseguenze dell’incidente, invece, sono concrete: convivo con postumi che mi limitano, ho perso un’automobile che ho dovuto demolire e ho dovuto risarcire il Cas per i danni alle barriere. Ho sostenuto quel pagamento mentre restano, per me, senza risposta le domande sull’adeguatezza delle protezioni coinvolte e sul loro ruolo nel ribaltamento. I pedaggi vengono riscossi regolarmente. È legittimo aspettarsi che a quel pagamento corrispondano manutenzione, tutela degli utenti e trasparenza sulle condizioni dell’infrastruttura. Vorrei conoscere la classe e lo stato delle barriere presenti in quel punto, le verifiche eseguite sul drenaggio e sulla pavimentazione, le eventuali segnalazioni precedenti e gli interventi di manutenzione effettuati. Sono qui per raccontare la mia esperienza. Altre persone non hanno avuto questa possibilità. Sopravvivere non dovrebbe essere una questione di fortuna. Solo dando voce alla mia storia forse potrò ottenere le risposte che mi diano un po’ di pace e mi facciano chiudere definitivamente questo capitolo della mia vita con la speranza che si adempi alla regolarizzazione con gli ammodernamenti necessari al fine di rendere sicuro il tratto…un oggetto si ripara o si ricompra ma non abbiamo un'altra vita».


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