Sabato 21 Maggio 2022
Studenti, docenti e rappresentanti sindacali in piazza ad Alì Terme contro la riforma


Uniti contro la "Buona scuola": la protesta nel comprensorio jonico - FOTO e VIDEO

di Andrea Rifatto | 05/05/2015 | ATTUALITÀ

3029 Lettori unici | Commenti 1

Brigandì, Foscolo, Pagliuca e Riganello durante la manifestazione

Anche il comprensorio jonico messinese ha aderito allo sciopero indetto oggi in tutta Italia dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il disegno di legge “La Buona scuola”, la riforma scolastica ora in discussione alla Camera dei Deputati varata dal Governo Renzi. In piazza Nino Prestia ad Alì Terme è stata organizzata una manifestazione a cui hanno preso parte docenti, studenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) delle scuole di Trappitello, S. Teresa di Riva, Furci Siculo, Roccalumera, Nizza di Sicilia, Alì Terme. Tutti i sindacati del settore scolastico, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams contestano duramente diversi punti del ddl: ad esporre in piazza le ragioni della protesta, per la Flc Cgil, Nella Foscolo, Rsu all’Istituto comprensivo di Alì Terme, e Rosario Riganello, rappresentante sindacale all’Istituto superiore Caminiti-Trimarchi” di S. Teresa; per la Cisl Scuola presente il rappresentante Domenico Pagliuca dell’Ic di Alì Terme, mentre Mimma Brigandì ha portato la voce dei docenti dello stesso istituto. Una riforma, come evidenziato negli interventi in piazza Prestia, che toglie ogni libertà ai docenti concentrandole decisioni nelle mani dei dirigenti scolastici, che secondo i sindacati avranno un potere eccessivo. Nel ddl presentato dal Governo è prevista infatti la possibilità di selezionare gli insegnanti da assumere nella propria scuola e di decidere i premi per i docenti, mentre sul piano dell’offerta formativa viene diminuito il ruolo del collegio dei docenti. Contestata anche la stabilizzazione dei precari promessa dal governo, non ritenuta sufficiente in quanto coinvolgerà meno soggetti di quanto annunciato: se anche si riuscisse a far passare la riforma, inoltre, mancherebbero i tempi tecnici per indire il concorso e assumere i docenti per il prossimo anno scolastico. Le sigle sindacali contestano poi il mancato rinnovo dei contratti, con gli stipendi che non vengono aggiornati dal 2008. “Vogliamo che la scuola rimanga pubblica e venga valorizzata la figura dei docenti – il grido unanime che si è levato durante la manifestazione – e pretendiamo il rispetto della Costituzione, che all’articolo 33 sancisce la libertà di insegnamento”. L’adesione allo sciopero è stata elevata: al “Caminiti-Trimarchi” di S. Teresa di Riva tutti i docenti hanno disertato le aule, mentre ad Alì Terme si è sfiorato il 95%. 



COMMENTI

Pippo Sturiale | il 05/05/2015 alle 15:52:14

Se anche esponenti del PD scendono in piazza contro la riforma che il PD di Renzi sta approvando, se "a Nazareno morto" si vota, contro tutti, una riforma elettorale sconnessa dalla Costituzione e antidemocratica (quando prima Renzi affermava che le preferenze lui le voleva ma era berlusconi a non volerle!) , se si fa, sul lavoro, tutto quanto non è stato consentito fare a Berlusconi, ...... allora il PD ha subito una mutazione genetica sostanziale. Se si vince per fare tutto il contrario di quanto si è sempre sostenuto ... meglio perdere. Quasi quasi la prossima volta, se la sinistra non si organizza, voto Berlusconi ... prima o poi dovrà morire !! .... sicuramente prima di Renzi!

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