Lunedì 25 Maggio 2020
Deceduto al Policlinico di Messina, dove è stato effettuato l'espianto


Taormina, l'ultimo atto di generosità di un turista in vacanza: muore e dona gli organi

15/07/2019 | ATTUALITÀ

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Il Policlinico di Messina

“Sento il dovere di restituire qualcosa ad altri, visto che mia moglie è una trapiantata”. Così un turista canadese in vacanza a Taormina ha manifestato il proprio entusiasmo per il consenso alla donazione degli organi espresso dalla moglie del fratello 60enne, deceduto al Policlinico “Gaetano Martino” di Messina. Tutto è iniziato con un malore accusato nella Perla dello Jonio, dove si trovava in vacanza insieme alla famiglia. Un gesto che assume ulteriore valenza nell’anno che segna il 25° anniversario della morte di Nicholas Green, il bimbo americano diventato un vero e proprio simbolo della cultura della donazione. “Oltre al fratello, tutti i familiari hanno manifestato la volontà di procedere al prelievo di organi, ricordando la generosità del congiunto e, appunto, come lui stesso fosse stato in qualche modo segnato dalla generosità di altri pazienti – racconta Francesco Puliatti, il coordinatore della Donazione e Trapianto d’ Organi e Tessuti del Policlinico – che avevano donato una nuova speranza alla moglie. Si sono così attivate le procedure per il prelievo del fegato e dei due reni, a cura dell’equipe dell’Ismett di Palermo che ha operato con il fondamentale supporto di Olivia Penna (referente del Coordinamento) e Alberto Noto della Rianimazione del Policlinico. Le cornee, invece, sono state prelevate da Felicia Ferreri della Unità di Oftalmologia del Policlinico e inviate alla Banca degli occhi.

Sono stati momenti toccanti, in cui si sono incrociati il dolore per la morte di una persona e la gioia per un gesto, quello della donazione, che ha una valenza fondamentale – sottolinea Puliatti– ma per la cui riuscita non si può prescindere dall’efficienza di una macchina organizzativa complessa. Rivolgo un ringraziamento al management aziendale, in particolare al direttore generale Giuseppe Laganga e al direttore sanitario Antonino Levita, perché stanno supportando pienamente le azioni del Coordinamento di cui sono responsabile, facendo si che il Policlinico di Messina si confermi un punto di riferimento di sempre maggiore importanza in questo settore”. Un riscontro importante all’impegno dei medici del Policlinico è arrivato dagli stessi familiari del turista deceduto, i quali hanno voluto ringraziare tutto il personale per la sensibilità e la professionalità dimostrata nel prendersi cura del loro congiunto e nel gestire le delicate fasi della comunicazione della morte e della possibilità di donazione. Un gesto che, come detto, arriva in coincidenza con l’anniversario della tragica scomparsa di Nicholas Green e di quella decisione dei genitori che fece commuovere un Paese intero. “Quella è stata una grande lezione per tutti, un esempio che dobbiamo continuare a ricordare ed a tramandare – conclude Puliatti – soprattutto a vantaggio delle generazioni più giovani, perché la cultura della donazione possa essere continuamente alimentata, una lezione che oggi la famiglia di questo sfortunato turista canadese ci ha rammentato”.


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