Domenica 31 Maggio 2020
Sospesa la revoca dei due decreti della Regione per la piscina e l'illuminazione


Taormina, il Tar dà ragione al Comune: salvi 3 milioni per l’efficienza energetica

di Andrea Rifatto | 08/11/2016 | ATTUALITÀ

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La piscina comunale di Taormina

Sospiro di sollievo per il Comune di Taormina e in particolare per le casse comunali. La Quarta Sezione del Tar di Catania ha infatti accolto i due ricorsi presentati da Palazzo dei Giurati contro l’Assessorato regionale dell'Energia, con i quali veniva chiesto l’annullamento dei due decreti di revoca di finanziamento emessi il 24 marzo scorso dalla Regione che sancivano l’estromissione dalla graduatoria definitiva del Po Fesr 2007/2013 di due progetti di efficienza energetica per il rifacimento della caldaia della piscina comunale (850mila euro) e dell’impianto di illuminazione pubblica (2 milioni 145mila). I giudici amministrativi (Giancarlo Pennetti, presidente; Pancrazio Maria Savasta, consigliere e Gustavo Giovanni Rosario Cumin, consigliere estensore) hanno ritenuto fondata la tesi rappresentata dall’avvocato Pietro De Luca, legale dell’Amministrazione comunale, circa la mancata verifica, da parte dell’assessorato regionale dell'Energia, della “sussistenza di un interesse pubblico prevalente a quello sotteso alla realizzazione del progetto (non identificabile con il mero ripristino della legalità violata)”. Il mese scorso la Quarta Sezione aveva ordinato all’Amministrazione comunale e all’Assessorato di fornire la documentazione dalla quale potessero evincersi le date di inizio e conclusione dei lavori per i quali nel 2014 erano stati concessi i finanziamenti, “nonché di una circostanziata relazione circa il rapporto fra tempistica dei lavori eseguiti e tempistica dei procedimenti di annullamento dei decreti di concessione dei contributi prima e della estromissione del Comune dalla graduatoria poi, in tutte le sue articolazioni, sin dall’invio del relativo avviso”.

Tenuto conto della idoneità dei chiarimenti forniti dal Comune con la nota depositata il 24 ottobre scorso, con la quale si specificava i lavori finanziati erano stati ultimati entro il termine perentorio del 31 dicembre 2015, il Tar di Catania ha infatti ritenuto che l’unica ragione che ha portato alla revoca dei due decreti sia stata rappresentata dalla mancata pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea dei bandi relativi all’affidamento dei due appalti per la realizzazione degli interventi. Una motivazione poco consistente, dunque, per far perdere a Palazzo dei Giurati ben 3 milioni di euro di risorse comunitarie, il cui mancato arrivo avrebbe comportato la necessità di far fronte alle spese per le opere, già realizzate, con fondi del bilancio comunale. Il tribunale amministrativo etneo ha disposto la compensazione integrale delle spese del giudizio e ha fissato per il 23 novembre 2017 l’udienza pubblica per l’esame del ricorso nel merito.

I due finanziamenti sono stati concessi nel 2015 in seguito alla partecipazione all’Avviso pubblico del 9 dicembre 2009 denominato “Bando per la concessione delle agevolazioni agli enti locali e altri soggetti per azioni di sostegno alla produzione pubblica di energia da fonti rinnovabili, all’incremento dell’efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni climalteranti”, in attuazione del Po Fesr 2007/2013, Asse 2 obiettivi operativi 2.11 e 2.1.2., erano stati revocati perché il Comune aveva presentato i progetti senza garantire la necessaria copertura finanziaria. Solo successivamente, l’Amministrazione aveva individuato dei partner privati riuscendo a reperire le somme necessarie ma secondo la Regione la realizzazione dei progetti non risultava compatibile con i termini di utilizzo e rendicontazione del Po Fesr 2007-2013.

Più informazioni: revoca fondi taormina  


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