Venerdì 27 Novembre 2020
Non ancora affidato il servizio di assistenza personale. Lunedì sit-in a Messina


Studenti disabili, la protesta di Cgil e genitori: “Calpestati diritti inviolabili"

09/10/2016 | ATTUALITÀ

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Antonella Aliberti, presidente DISpari Onlus

“Agli studenti disabili viene negato il diritto allo studio, tra l’imbarazzante disinteresse del sindaco della Città metropolitana Renato Accorinti”. È l’allarme lanciato dalla Funzione pubblica-Cgil di Messina e dalle associazioni DISpari Onlus e Dss, a tutela dei diritti degli studenti che frequentano gli superiori del territorio, che non hanno ancora potuto iniziare l'attività didattica  a causa del mancato affidamento del servizio di assistenza igienica personale. Domani, a partire dalle 9,30, i lavoratori del servizio protesteranno con un sit-in davanti Palazzo dei Leoni. “L’atteggiamento tenuto dal sindaco Accorinti e in generale dalla struttura burocratica dalla Città metropolitana sta determinando il diffondersi dell’illegalità in quasi tutti gli istituti– evidenziano Clara Crocè, segretaria Fp-Cgil, Gianluca Gangemi e Elena De Pasquale, responsabili del settore –: ci chiediamo come sia possibile garantire l’accesso nelle scuole ad operatori assoldati da discutibili personaggi che girano gli istituti spacciandosi per avvocati della Città metropolitana o addirittura dalle famiglie che sono costrette a pagare 300 euro al mese per garantire un minimo di servizio ai ragazzi. La Fp Cgil e le assosciazioni DISpari Onlus e DsS non ci stanno e per questo motivo a partire da lunedì metteranno in campo ogni iniziativa a tutela dei ragazzi e dei lavoratori”.

“Le famiglie dei ragazzi sono amareggiate e delusi dalle istituzioni che come al solito attuano delle politiche discriminatorie nei confronti dei ragazzi disabili – rimarca Antonella Aliberti, presidente della DISpari –: l’errore commesso con il varo dell’art. 10 della Legge regionale n.8 è stato e continua ad essere pagato a caro prezzo dalle famiglie e dai ragazzi ai quali viene negato il diritto allo studio e all’integrazione”. “Nonostante l’Ars abbia abrogato l’art. 10, a tutt’oggi nessun passo in avanti è stato compiuto dalla città Metropolitana – aggiunge Maurizio Gemellaro, presidente DdS –: tale atteggiamento sta provocando negli istituti scolastici il caos. Non escludiamo di rivolgerci alle autorità giudiziaria per denunciare i responsabili che hanno provocato l’interruzione di un pubblico servizio”.


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