Giovedì 25 Febbraio 2021
Il Tribunale di Messina ha rigettato l'esecuzione del decreto ingiuntivo di una ditta


Strisce blu, il Comune di S. Teresa evita una scure da 33mila euro

di Andrea Rifatto | 02/12/2015 | ATTUALITÀ

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La querelle riguarda la gestione tra il 2010 e il 2011

La Prima Sezione civile del Tribunale di Messina ha rigettato l'istanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Messina contro il Comune di S. Teresa di Riva, su richiesta della Cooperativa Gruppo New Service di Messina, volta ad ottenere il pagamento della somma di 33mila 166 euro nonché degli interessi legali per la gestione del servizio di sosta a pagamento tra il 2010 e il 2011. La società messinese ha gestito l'appalto per conto dell’ente dal 1° luglio 2010 al 1° ottobre 2011: nel 2014 ha però deciso di procedere con un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune, ponendo alla base del contenzioso una fattura presentata il 10 luglio 2013 e lamentando di dover ancora ricevere la somma di 33mila 166 euro, credito vantato nei confronti dell’ente comunale come percentuale spettante su 4.738 verbali incassati. Il Comune, difeso dall’avv. Salvatore Smiroldo, si è difeso in giudizio contestando la fattura e ritenendo il credito infondato, evidenziando come vi siano numerose incongruenze tra i contenuti della documentazione detenuta dal Comando di Polizia municipale e quanto prodotto o comunque descritto in fattura da parte del Gruppo New Service. In particolare, il legale ha evidenziato come le pretese della ditta derivino dall’errata interpretazione delle disposizioni contrattuali che disciplinavano il rapporto in vigore tra le parti. Il contratto prevedeva il pagamento di una percentuale degli incassi pari al 41.11% in favore del Comune di S. Teresa, mentre quest’ultimo avrebbe dovuto provvedere al rimborso alla ditta di 7 euro della somma effettivamente incassata per ogni violazione accertata.

Secondo l'avv. Smiroldo vi è stata una macroscopica ed erronea interpretazione, da parte della ditta, del significato di “somma effettivamente incassata”: nella pratica il Comune versava l’aggio pari a 7 euro nel momento in cui riscuoteva ed incassava ogni verbale così come accertato dalla ditta. Per somma effettivamente incassata andava inteso quindi il reale versamento nelle casse comunali dell’importo posto a base della sanzione elevata dall’ausiliare del traffico: “mai e poi mai la ditta Gruppo New Service – ha fatto presente l’avv. Salvatore Smiroldo nell'atto di citazione in opposizione al decreto ingiuntivo – avrebbe dovuto emettere fattura su verbali non incassati”, contestando formalmente la fattura emessa "poiché pone a base del presunto ma infondato credito nei confronti dell’ente comunale 4.738 verbali mai incassati". Il giudice Francesco Catanese, specificando che “la fattura, pur potendo costituire prova scritta sufficiente per ottenere il decreto ingiuntivo, non possiede la medesima efficacia nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e considerato che il Comune opponente ha contestato sia il numero di verbali totali che quello di verbali realmente pagabili in quanto riferiti a somme effettivamente incassate talché, allo stato, non appare raggiunta la prova della somma effettivamente spettante alla creditrice opposta”, ha così deciso di non concedere la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo e ha rinviato la causa all’udienza del 18 gennaio 2017 per l’ammissione dei mezzi istruttori.


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