Martedì 06 Dicembre 2022
Fondi dalla Regione per la messa in sicurezza. Quattro progetti nella zona jonica


Strade provinciali, 20 milioni di euro per 25 interventi: 2,4 milioni per Forza d'Agrò

di Andrea Rifatto | 06/05/2017 | ATTUALITÀ

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La Sp 16 di Forza d'agrò

Sarà la volta buona per far cambiare volto alle strade provinciali, molte delle quali in stato di abbandono da decenni? Le premesse sembrano esserci tutte, dopo la firma da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Giovanni Pistorio, di un decreto che sblocca 90 milioni di euro, grazie all’avvio dell’Accordo di programma quadro tra Regione, Anas, Ministero delle Infrastrutture e Agenzia per la coesione territoriale: 50 milioni provengono dal Fsc e circa 40 milioni dal Piano operativo complementare. Risorse che si sommano ai 136 milioni già previsti dal “Patto per il Sud” e a cui si aggiungeranno ulteriori 68 milioni del Po Fesr 2014-2020. Complessivamente saranno disponibili per le strade provinciali circa 300 milioni. Per i 25 interventi previsti nel decreto ricadenti nella Città metropolitana di Messina sono stati destinati 20,6 milioni. Il finanziamento più consistente è per la Sp 16 di Forza d'Agrò, unica strada di collegamento con il centro collinare da anni in condizioni precarie, dove si interverrà a livello strutturale sul piano viabile e con il consolidamento delle scarpate dal km 2 con un progetto stralcio da 2 milioni 416mila euro, il secondo finanziamento più alto in Sicilia dopo uno da 2,5 milioni nel Palermitano; alla Sp 19 Savochese sono stati assegnati 800mila euro per opere di sostegno e contenimento del piano viabile tra i km 8,500 e 11,500 (tratto di collegamento tra Casalvecchio Siculo e Antillo); a s. Teresa di Riva arriveranno 600mila euro per la Sp 23 di Misserio, dove si interverrà con opere di sostegno e rifacimento del piano viario tra i km 3,550 e 5,700; altri 400mila sono stati destinati alla Sp 25 di Mandanici, per opere di sostegno e contenimento tra i km 2,400 e 2,800 e al km 5; sulla Sp 13 di Gallodoro previste opere di contenimento del versante per 200mila euro (la zona interessata dall'intervento risulta essere diversa da quella dell'intervento finanziato dalla Protezione civile regionale); altri 200mila sono previsti per il ripristino della strada provinciale agricola Francavilla-Cozzo Schisina-Contura. Gli altri interventi riguardano le Provinciali 176 Castelluzzese (300mila euro), 181 Pignataro-Lipari (300mila), 44 Campo Italia (750mila), Filicudi (650mila), 168 Monti Nebrodi (800mila), 53 Saponara (300mila), Falcone- S. Barbara (1,5 milioni), 58 Valdina (1,350 milioni), 96 S. Basilio (1,5 milioni), 54/B Filari-Rometta (600mila), 56 Rometta (300mila), 140 S. Angelo di Brolo (1 milione), 57 Barrera (800mila), 35 Pezzolo (200 mila), 39 Forte Cavalli (500mila), 167 Ancipa (2,277 milioni), 72bis Marina Garibaldi (900mila), 180 Canneto (500mila), 166 Portella Bufali (1,050 milioni). "Sono opere di importi minori e alla portata delle piccole e medie imprese siciliane che potranno così ricevere una salutare boccata d’ossigeno - ha detto Pistorio. La prossima settimana incontrerò i commissari dei Liberi consorzi comunali e i sindaci delle Città metropolitane per sollecitarli ad adeguare i progetti affinché tutte le gare di appalto possano essere bandite entro il 2017".

“Con la sottoscrizione dell’Apq sulla viabilità secondaria – ha sottolineato l'assessore regionale – si rafforza l’intervento della Regione a sostegno delle aree interne della Sicilia. Le ex strade provinciali, che hanno dovuto sopportare una fase di incuria, legata anche alle sofferenze amministrative delle ex Province, sono fondamentali per la mobilità interna di tanti siciliani. Compito della Regione sarà ora quello di stimolare e affiancare le amministrazioni delle ex Province affinché, in tempi rapidissimi, completino l’iter progettuale”. Nei prossimi giorni, l’assessore Pistorio incontrerà i commissari dei Liberi consorzi comunali e i sindaci delle Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina per sollecitare il completamento dei progetti. Anche perché è stata lasciata alle ex Province la scelta delle strade sulle quali intervenire, “secondo criteri legati alla popolazione, al chilometraggio della rete o alle esigenze specifiche delle singole province, ma anche relativamente alla presenza sul territorio di strade chiuse o limitate al traffico per riconnetterle alle arterie principali”.


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