Domenica 31 Maggio 2020
Le conseguenze del dissesto: trattative con i creditori ma è difficile garantire i servizi


Scaletta Zanclea, debiti per 5 milioni: "Evitati licenziamenti ma il futuro è incerto"

di Gianluca Santisi | 18/10/2016 | ATTUALITÀ

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Il vicesindaco Gabriele Avigliani

Nessun posto di lavoro è stato perso, ma la situazione economica non lascia certo dormire sonni tranquilli: le tasse sono al massimo ed è difficile garantire anche i servizi minimi essenziali. Dopo la dichiarazione di dissesto finanziario, votata dal Consiglio comunale il 26 giugno del 2015, a Scaletta Zanclea si cominciano a tirare le prime somme e si cerca di programmare il futuro. Il commissario liquidatore ha ultimato la ricognizione dei debiti, che ammontano a circa 5 milioni di euro. Subito dopo, la Giunta del sindaco Gianfranco Moschella ha approvato la procedura semplificata che consentirà allo stesso commissario di trattare debito per debito con i creditori. “È chiaro che il fututo è incerto – spiega il vicesindaco Gabriele Avigliani – perché ci potrebbero anche volere dieci anni per trovare le risorse necessarie a sanare la situazione debitoria. Molto probabilmente bisognerà accendere un mutuo. Il Comune di Scaletta, di fatto, era già fallito nel 2013, ma l’Amministrazione, attraverso un ricorso al Tar, riuscì a fermare la dichiarazione di dissesto. “Nel momento in cui ci siamo insediati – continua Avigliani – abbiamo avuto l’opportunità di opporci e l’abbiamo sfruttata, ma poi si sono presentati ulteriori debiti e a quel punto non eravamo più nelle condizioni di presentare un piano di riequilibrio credibile”. Da qui la decisione del Consiglio comunale di dichiarare fallimento.

Quel rinvio, però, ha salvato numerosi posti di lavoro. “Abbiamo sfruttato una legge regionale che dava la possibilità di finanziare i dipendenti soprannumerari – spiega Avigliani – e quindi siamo riusciti ad evitare i licenziamenti, perché la prima cosa che salta con il dissesto sono i posti di lavoro dei dipendenti. A maggio 2013 i posti in esubero erano sette e sarebbe stato veramente duro per la famiglie coinvolte. Paradossalmente, quindi, questo ripensamento ci ha fatto guadagnare tempo prezioso per salvare posti di lavoro”. Le prospettive? “Non sono certo positive – evidenzia il vicesindaco di Scaletta – e le tasse sono già al massimo neanche in termini di servizi e di investimenti ci saranno difficoltà. Non possiamo neppure partecipare a bandi di finanziamento che prevedono la compartecipazione del Comune”. 


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