Lunedì 23 Maggio 2022
L'Ente è stato condannato in tutti i gradi per un incidente avvenuto ad un cittadino


Scaletta, una caduta costa al Comune 100mila euro: stangata anche dalla Cassazione

di Andrea Rifatto | 28/07/2021 | ATTUALITÀ

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Il Comune sosteneva di non avere competenza

Pesante mazzata dalla Corte di Cassazione sul Comune di Scaletta Zanclea. I giudici della Terza Sezione civile hanno infatti condannato l’Ente al pagamento di quasi 100mila euro per un incidente occorso nel 2004 ad un cittadino, dichiarando inammissibile il ricorso e confermando la sentenza di appello emessa nel 2019. A citare in giudizio il Comune è stato il signor Giacomo Di Leo, all’epoca dei fatti 43enne, che ha chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti in seguito a un incidente avvenuto la sera dell’1 luglio di 17 anni fa, mentre percorreva il sottopassaggio ferroviario che collega via Roma alla spiaggia, di fronte via Traversa II, utilizzando lo scivolo al posto delle scale in quanto teneva per le mani una bicicletta. L’uomo ha spiegato all’epoca che mentre era intento ad utilizzare lo scivolo, ha trovato una improvvisa interruzione, cadendo all’indietro rovinosamente e finendo poi in ospedale con una frattura all’acetabolo sinistro: per tali ragioni ha chiesto di accertare la responsabilità del Comune per la presenza di una situazione di pericolo non adeguatamente segnalata nè percepibile con l’ordinaria diligenza e per omessa custodia dello scivolo. L’Amministrazione di Scaletta si era costituita in giudizio con l’avvocato Antonino Pracanica (sostituito in Cassazione con l’avvocato Annamaria Gravina) chiedendo il rigetto della domanda lamentando il difetto di legittimazione passiva, dicendosi tra l’altro non proprietaria del sottopasso, ma il Tribunale di Messina, con una sentenza dell’ottobre 2018, ha condannato il Comune al risarcimento di 78mila 294 euro di danni non patrimoniali oltre interessi, 2mila 080 euro di danni patrimoniali e 13mila 980 euro per spese processuali e compensi professionali, oltre le consulenze tecniche d’ufficio. Sentenza confermata in appello ad agosto 2019 e adesso anche in Cassazione. Il Tribunale ha accertato il potere di fatto del Comune sul passaggio e quindi la sua responsabilità per non aver vigilato sullo stato dei luoghi e per non aver preso adeguati provvedimenti per l’interruzione dello scivolo, peraltro in nessun modo segnalata. La dinamica del sinistro è stata ritenuta accertata per come descritta dal cittadino, difeso dall’avvocato Carmen Cordaro, non essendoci testimoni e non avendo il Comune contestato nulla se non tramite un’eccezione di difetto di prova ritenuta però tardiva e inammissibile dai giudici, in quanto presentata dopo la comparsa di costituzione.


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