Mercoledì 19 Giugno 2024
Il privato non aveva pagato l'affitto e le utenze e ha compensato con vecchi crediti


Savoca, dopo due anni di gestione gratuita trovato l'accordo sul micronido comunale

di Andrea Rifatto | 26/12/2021 | ATTUALITÀ

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Il micronido comunale di Savoca

A oltre due anni di distanza dall’affidamento in concessione della struttura, iniziano ad essere regolati i rapporti tra il Comune di Savoca e l’associazione “Asofa” di Gaggi, che si occupa della gestione del micronido situato nella frazione San Francesco di Paola. Dal 2019 ad oggi, infatti, il sodalizio privato non aveva versato alcun importo nelle casse comunali e l’Ente aveva continuato a pagare anche le bollette dell’energia elettrica, nonostante nel verbale di consegna siglato ad ottobre 2019 fosse stato specificato come il Comune fosse sollevato da ogni responsabilità e da ogni onere conseguente all’utilizzo dell’immobile. Il perfezionamento delle procedure è avvenuto solo lo scorso 25 agosto, con l’aggiudicazione efficace della gara, e adesso Amministrazione comunale e Asofa, su richiesta di quest’ultima, hanno raggiunto un accordo per una compensazione di debiti e crediti: l‘associazione gaggese era infatti titolare di un credito nei confronti del Comune originato da servizi resi in precedenza, con tre fatture emesse tra marzo e giugno 2019 per un totale di 13mila euro, ma allo stesso tempo era debitrice di 19mila 760 per 26 mesi di canone di locazione del micronido (fissato in 760 euro mensili). Le parti hanno quindi raggiunto un accordo, firmato da Leonardo Le Mura per Asofa e dall’ingegnere Massimo Puglisi per il Comune di Savoca, in qualità di responsabile dell’Area Tecnica, per compensare le somme fino alla quota di 13mila euro: la Asofa rimane comunque debitrice di altri 6mila 760 euro di canone di locazione, oltre alle spese per le utenze. Le gestione anomala del micronido comunale è balzata agli onori della cronaca agli inizi di agosto, quando la minoranza consiliare ha presentato un esposto-denuncia alla Procura regionale della Corte dei conti e poi un’interrogazione al sindaco, evidenziando i mancati introiti per le casse dell’Ente e l’affidamento della struttura senza la regolare stipula del contratto. Il primo cittadino aveva fatto presente che la procedura di locazione non era stata completata per l’emergenza Covid, il cambio di Amministrazione e l’assenza del responsabile dell’Area Tecnica, che gli Uffici avevano quantificato le somme dovute per l’energia elettrica e che l’associazione si era resa disponibile a rimborsarle e a effettuare la voltura dell’utenza una volta stipulato il contratto.


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