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Sant’Alessio, scuole chiuse senza motivo: quattro consiglieri interrogano il sindaco

di Redazione | 30/03/2021 | ATTUALITÀ

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La scuola chiusa lunedì scorso

Perchè la scuola di Sant’Alessio Siculo è rimasta chiusa nonostante fosse scaduta l’ordinanza della Regione che lo imponeva? È quanto vogliono sapere quattro consiglieri comunali, i tre del gruppo di minoranza Concetto Fleres, Rosanna Fichera, Giuseppe Bartorilla e l’indipendente Nino Lo Monaco, che hanno presentato un’interrogazione al sindaco Giovanni Foti, inviata per conoscenza agli assessori, al presidente del Consiglio e ai consiglieri. “Con ordinanza n. 20 del 10 marzo il presidente della Regione siciliana disponeva la sospensione delle attività scolastiche di ogni ordine e grado in alcuni comuni dell’isola, fra cui Sant’Alessio, dal 15 al 20 marzo compreso - viene ricordato nel documento - e tale ordinanza non veniva prorogata, pertanto il 22 marzo a Sant’Alessio avrebbero dovuto riprendere le ordinarie attività didattiche. Da un semplice post pubblicato su alcuni social network si è appreso che il sindaco, sostituendosi al presidente della Regione, intendeva procedere alla chiusura della scuola, a causa dell’incidenza cumulativa settimanale dei contagi nell’ultima settimana. Ad oggi - evidenziano i quattro consiglieri - non sono note le motivazioni per le quali la scuola, nella giornata del 22 marzo, sia rimasta chiusa e una eventuale sanificazione non sarebbe assolutamente giustificata, alla luce del fatto che le scuola era chiusa da più di una settimana”. Nell’interrogazione si chiede quindi di sapere e conoscere, per iscritto, “le motivazioni in fatto ed in diritto ed i consequenziali provvedimenti amministrativi con i quali è stata disposta la chiusura della scuola di Sant’Alessio Siculo per il giorno 22 marzo; il numero dei contagiati alla data del 20 marzo rispetto al 10 marzo e la data in cui le autorità preposte alla tutela della salute dei cittadini lo hanno comunicato all’ente; se trattasi di un macroscopico errore nell’interpretazione delle norme, cui si è voluto porre rimedio in maniera goffa”. Una chiusura anomala, sulla quale hanno svolto accertamenti anche i Carabinieri. 

Come abbiamo riferito nei giorni scorsi il Dpcm del 2 marzo prevede la possibilità per i presidenti di Regione di sospendere le attività didattiche nelle aree nelle quali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti oppure in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. Nel caso di Sant’Alessio tale misura è stata in vigore nella settimana dal 15 al 20 marzo ma il sindaco Giovanni Foti ha deciso che la scuole dovesse rimanere chiusa anche nella settimana successiva, dal 22 al 28 marzo, sostenendo come “il Dpcm del 2 marzo impone la chiusura delle scuole quando si superano 250 casi su 100.000 abitanti: noi abbiamo 6 casi e quindi la scuola rimarrà chiusa”, senza comunque emettere alcuna ordinanza sindacale. La dirigente dell’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva lunedì 22 aveva invece diffuso una circolare spiegando che il 22 e 23 marzo la scuola sarebbe rimasta chiusa “giusta nota sindacale a seguito di opportuna sanificazione dell’edificio" e che le attività in presenza sarebbero riprese mercoledì 24. Anomalie e contraddizioni che adesso i quattro consiglieri vogliono siano chiarite dal sindaco. 


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