Lunedì 22 Ottobre 2018
In fase di ultimazione le opere di salvaguardia della costa dopo il ripascimento


Sant'Alessio, arriva il motopontone: ripresi i lavori per la barriera soffolta

di Andrea Rifatto | 03/06/2018 | ATTUALITÀ

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Il motopontone in azione in mare

È approdato questa mattina a Sant’Alessio il motopontone “San Martino”, che porterà a termine nel giro di un mese i lavori di completamento della barriera soffolta in mare a protezione della costa, rientranti nell’appalto del terzo lotto funzionale (primo stralcio esecutivo). Il cantiere è stato riaperto da qualche giorno con l’arrivo dei massi, depositati dai camion all’estremità nord del paese, da dove oggi sono iniziate le operazioni di posa in acqua con l'impiego della benna montata su un escavatore a funi, che preleva i massi da riva gettandoli in mare. Il motopontone, 49 metri di lunghezza e 12,90 di larghezza per 494 tonnellate di stazza, è giunto da Chioggia (Venezia) dalla Stone Marine Engineering, che l’ha noleggiato alla Sant’Alessio Opere Marittime Srl di San Filippo del Mela, impresa esecutrice che ha già portato a compimento circa il 90% di quanto previsto dal progetto. Il mezzo mancava a Sant’Alessio dal dicembre 2014, quando i lavori vennero sospesi in seguito a criticità riscontrate dal collaudatore in corso d’opera proprio sull’utilizzo del motopontone. Da completare rimangono gli ultimi 120 metri di barriera soffolta: 50 a nord, dove si è iniziato oggi, 50 a sud del litorale e altri 20 sotto il torrente Salice. La conclusione dei lavori, diretti dall’ingegnere Giuseppe Mallandrino, è prevista per il 3 luglio. Qualche lamentela questa mattina da parte di quanti si trovavano in spiaggia nella zona nord del paese per la presenza del motopontone, che opera a circa 30 metri dalla battigia ma senza provocare disagi per i bagnanti. Gli amministratori comunali hanno spiegato come i lavori debbano concludersi celermente e che inoltre il mezzo comporta un costo giornaliero di noleggio non indifferente per l’impresa. Dunque non si può perdere tempo e si lavorerà anche nei festivi.

Nei giorni scorsi sono ripresi anche i lavori di ricostruzione del muro di contenimento nella zona sud del lungomare, all’altezza di piazza Gibbiazza. Gli interventi erano stati stoppati a metà maggio dall’ingegnere Mallandrino, che aveva rilevato delle carenze al’interno del cantiere per quanto riguardava la sicurezza dei lavoratori della ditta esecutrice, all’opera da metà aprile nello slargo all’estremità su del paese. Criticità adesso superate. L’impresa aveva già ha provveduto a demolire la piazza e il vecchio muro di contenimento e iniziato a realizzare le palificazioni per il nuovo muro a paratia, sul quale verranno poi ripristinate la sede stradale e il marciapiede. L’opera rientra nell’appalto per il completamento del primo stralcio del terzo lotto della barriera soffolta. Quasi completati, invece, i lavori di ripascimento con la stesura sulla spiaggia della sabbia prelevata dal torrente Agrò.


COMMENTI

Giuseppe Cacciola | il 04/06/2018 alle 08:18:58

Son contento del completamento lavori,ma rimane sempre il problema della determinazione del peso dei massi,che se salpati uno ad uno non presenterebbe nessuna criticità ,,circa il suo peso e determinazione,se presi con il ragno insieme potrebbero far nascere dubbi sulla loro esatta classificazione,perché è incontrovertibile che la barriera venga realizzata con i massi più pesanti nella fondazione e vIa via quelli meno pesanti.Ricordo bene le critiche violente nella fase di realizzazione della prima tranche dei lavori e tutte le polemiche conseguenti.Spero che la direzione lavori,efficiente e puntuale come sempre,prenda in considerazione questa osservazione. In merito alla stesa del materiale litoide prelevato dal torrente agro ,mi sembra di assistere ad un riempimento piuttosto che ad un ripascimento.Inoltre non mi sembra che abbiano prelevato materiale anche negli altri due siti interessati,precisamente zona licastro e zona brisi,che consentirebbe di risolvere contemporaneamente i problemi sovra alluvionali di quelle zone,i cui siti di prelievo sono inseriti nella autorizzazione regionale,invece si continua a prelevare a monte ,mettendo a rischio pozzi di affioramento acque.

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