Sabato 27 Novembre 2021
Il Comune, intervenuto d'urgenza, si è impegnato a garantire metà della retta


Sant'Alessio, anziano da 14 mesi in casa di riposo ma manca ancora un accordo definitivo

di Andrea Rifatto | 16/04/2021 | ATTUALITÀ

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La casa di riposo "Enrico Trimarchi"

Ad oltre un anno di distanza dall’insorgere della situazione di emergenza non è stata trovata ancora una soluzione definitiva per un anziano ricoverato dal Comune di Sant’Alessio nella casa di riposo “Enrico Trimarchi” di Savoca. L’uomo, un ultrasettantenne residente nella cittadina alessese, il 25 febbraio del 2020 è stato accompagnato nella struttura di accoglienza dall’assessore ai Servizi sociali Natale Ferlito e dall’esperto al ramo Caterina Quaquaro, dopo essere stato sfrattato dall’alloggio privato in cui viveva ed essersi trasferito in un tugurio in campagna nella frazione Lacco, dove è rimasto ferito dopo una caduta. Il Comune si era mosso immediatamente per trovargli una sistemazione idonea, vista la situazione di emergenza sia sanitaria che abitativa, ma da allora non è stato ancora siglato un accordo definitivo con la casa per anziani, soprattutto per quanto riguarda il pagamento della retta mensile. A luglio il Comune di Sant’Alessio ha versato alla “Enrico Trimarchi” 1.000 euro e nei giorni scorsi, su proposta dell’assessore Ferlito, ne sono stati stanziati altri 3.000, dopo una riunione tra l’Amministrazione comunale, l’assistente sociale della casa di riposo e il tutore dell’anziano, allo scopo di risolvere la problematica dal punto di vista economico. Una decisione adottata per venire quantomeno incontro nell’immediato alle esigenze dell’anziano, stante il lungo lasso di tempo trascorso, in attesa di stipulare una convenzione per disciplinare i rapporti con la struttura e definire una quota di compartecipazione per il pagamento della retta mensile da parte del Comune. L’intenzione del Comune è quella di versare una quota pari al 50% della retta mensile, mentre la restante parte può essere coperta con i sussidi che percepisce dallo Stato, ma adesso ogni decisione assunta andrà messa nero su bianco per consentire all’uomo una permanenza serena nella casa di riposto sotto tutti i punti di vista e si attende dunque la stipula della convenzione che dirimerà definitivamente la questione.


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