Domenica 14 Luglio 2024
L'ex gestore della mensa contesta l'aumento negati che l'avrebbe costretta ad abbandonare


Santa Teresa, la "Catering" chiede i danni al Comune: "Grave scorrettezza e malafede"

di Andrea Rifatto | 19/03/2023 | ATTUALITÀ

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Attualmente ogni pasto costa al Comune 7,49 euro

Sei mesi fa l’addio all’appalto, adesso si profila lo scontro legale. Non ci sta ad uscire di scena da “disertrice” la società “Catering Srl” di Bronte, che ha gestito la mensa scolastica di Santa Teresa di Riva fino a fine settembre, quando il Comune ha risolto il contratto dopo i problemi tecnico-organizzativi e di mancata consegna dei prodotti comunicati dalla ditta. In municipio è arrivata una lettera di diffida, inviata dall’avvocato Salvatore Cittadino per conto della “Catering”, con la quale si chiede un risarcimento danni di 50mila euro per mancato profitto dall’esecuzione dell’appalto, oltre danno curricolare (pregiudizio per mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale), interessi e rivalutazione monetaria. In caso di mancato riscontro entro 15 giorni, la società attiverà “tutte le necessarie tutele giurisdizionali anche in sede contabile e penale, con aggravio di oneri a carico dell’Ente”. Nella missiva si ricostruiscono i passaggi degli ultimi mesi, a partire dalla lettera del 2 agosto con la quale il Comune ha chiesto alla ditta di restituire 12mila 082 euro relativi  per l’aumento del costo del pasto deciso per il Covid-19 (da 4,47 a 5,47 euro), relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno 2022, in quanto il 31 marzo dello  scorso anno era cessato lo stato di emergenza. Richiesta alla quale “Catering” ha risposto negativamente, replicando che i protocolli Covid continuavano ad essere applicati nelle scuole, chiedendo anzi “un adeguamento ulteriore del prezzo del pasto, aumentandolo quantomeno a 6-6,25 euro visto il rilevante aumento del costo delle materie prime, poiché in caso contrario non si poteva più rendere il servizio per eccessiva onerosità”. Dall’Amministrazione, nel corso di una riunione in municipio il 5 settembre, “è arrivato un sostanziale riscontro negativo - scrive l’avvocato Cittadino - ossia che nessun aumento del costo del pranzo si poteva riconoscere in quanto gli eventuali aumenti delle materie prime dovevano essere sopportati come normale alea contrattuale” e la Catering “è stata costretta a recedere dal contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, recesso di cui è stato preso atto con determina del 14 ottobre che ha quindi riconosciuto che il servizio non poteva essere reso al prezzo dell’aggiudicazione”.

Il Comune ha poi contattato le altre partecipanti all’appalto del 2019, chiedendo la disponibilità a subentrare al prezzo di 5,47 euro a pasto (evidentemente è ricomparso l’aumento Covid): il 29 settembre, lo stesso giorno in cui la “Catering” ha fatto un passo indietro, è stata inviata una nota al secondo classificato, la ditta “Tr Service” di Furci Siculo, che ha risposto l’1 ottobre inviando un preventivo (protocollato il 3 ottobre dal municipio) di 7,20 euro oltre Iva a pasto (in totale 7,49 euro), mentre il terzo partecipante, la “Ristorseve Gestione e Servizi” di Santa Teresa di Riva, è stata contattata il 3 ottobre e ha risposto lo stesso giorno dichiarando l’indisponibilità del proprio centro cottura fino al 20 dicembre, in quanto impegnato per altri comuni, in attesa di allestire un centro cottura più grande. In ogni caso ci risulta che “Ristorseve” avrebbe offerto un prezzo inferiore a 7,20 euro a pasto. “Si presumeva che il servizio fosse stato affidato alla ‘Tr Service’ allo stesso prezzo che era stato praticato fino al recesso dalla ‘Catering Srl’ - scrive il legale della società di Bronte - invece tale modus operandi è caratterizzato da grave scorrettezza e malafede, posto che si è costretta sostanzialmente la ‘Catering’ a chiedere la risoluzione del contratto per effetto del diniego opposto alla richiesta di adeguamento del costo del pasto di gran lunga inferiore a quello riconosciuto alla nuova aggiudicataria. La risoluzione, certamente, non sarebbe stata chiesta dalla ‘Catering’ se fosse stato operato alla stessa l’aumento richiesto o ancor di più lo stesso aumento poi incredibilmente riconosciuto alla nuova aggiudicataria. Tale comportamento ha determinato e sta determinando danni rilevanti alla ‘Catering’ - conclude il legale - che ha dovuto interrompere il servizio che poteva benissimo rendere ad 7,20 euro oltre Iva a pasto fino alla fine dell’anno scolastico 2022/2023”. Da qui la diffida a risarcire il danno per mancato guadagno da calcolare sul prezzo che sta praticando la seconda classificata da ottobre 2022 a giugno 2023.

Più informazioni: mensa santa teresa  


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