Giovedì 18 Aprile 2024
Infondate le contestazioni mossa da una ditta. I lavori procedono regolarmente


S. Teresa, salvo l'appalto per la riqualificazione del municipio: ricorso rigettato al Tar

di Andrea Rifatto | 11/04/2021 | ATTUALITÀ

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Va avanti la riqualificazione energetica

Tira un altro sospiro di sollievo l'Amministrazione comunale di Santa Teresa di Riva. Dopo quello sui lavori della scuola "Felice Muscolino”, il Tar di Catania ha infatti rigettato anche il ricorso riguardante gli interventi di riqualificazione energetica del municipio, che dunque possono proseguire regolarmente per mano dell’impresa “Sae Srl” di Aci Sant’Antonio (Catania). I giudici non hanno accolto le tesi di una delle 286 ditte partecipanti alla gara, la “Edil Vincent Srl” di Maletto, che contestava le procedure e chiedeva l’annullamento dei provvedimenti con i quali sono stati affidati i lavori, mediante anche la loro sospensione che però nei mesi scorsi sia il Tar che il Cga non hanno concesso. Il ricorso era stato presentato tramite gli avvocati Pietro De Luca e Donatella Fausta Giunta contro il Comune, che non si è costituito in giudizio e nei confronti della “Sae Srl”, difesa dall’avvocato Benedetta Caruso, ma i giudici della Prima Sezione lo hanno ritenuto infondato e rigettato in toto, compresa la domanda di risarcimento danni, compensando le spese. Secondo l'impresa di Maletto, l'Ufficio tecnico comunale avrebbe erroneamente applicato la Legge regionale 13/2019 sugli appalti nel calcolo della soglia di anomalia, prendendo in considerazione anche la quarta cifra decimale delle offerte anziché troncarle alla terza e di conseguenza ciò avrebbe portato a determinare una soglia di anomalia errata, che la “Edil Vincent” ha ritenuto falsata poiché non calcolata considerando i ribassi delle imprese troncati alla terza cifra decimale. La “Sae Srl” ha invece evidenziato l’infondatezza di questa tesi considerato, peraltro, che la stessa ricorrente ha presentato un’offerta con quattro cifre decimali e dunque in base a tale ragionamento avrebbe dovuto essere esclusa. Il Tar ha ricordato che la legge 13 è stata dichiarata incostituzionale con l'ormai nota sentenza 16/2021 della Corte costituzionale, in quanto in contrasto con la normativa statale vigente, ritenendo che “in tema di aggiudicazione di lavori pubblici il legislatore regionale ha introdotto una normativa che invade la sfera di competenza esclusiva statale”. In sostanza il ricorso è stato presentato sulla base di un parametro normativo dichiarato incostituzionale e le motivazioni sono prive di base normativa e quindi infondate in assenza dell’obbligo di troncamento alla terza cifra decimale all'interno della legge nazionale. In ogni caso, però, il Tar ha comunque specificato che è “evidente la necessità di parametrare la condotta dell’Amministrazione al nuovo assetto ordinamentale retroattivamente determinato dalla Corte costituzionale” e che il Comune può “verificare, valutando la necessità di eventuali conseguenti provvedimenti – gli effetti della declaratoria di incostituzionalità sulla determinazione della soglia già disciplinata sulla base della quale è stata individuata l’aggiudicataria”. I lavori sono stati appaltati per l'importo di 428mila 645 euro, grazie al finanziamento da 702mila 500 euro concesso dalla Regione, e dovrebbero concludersi entro l'estate 


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