Lunedì 18 Gennaio 2021
Era stato voluto dai cittadini per eliminare le barriere. Il Comune ci rinuncia


S. Teresa, salta la costruzione dell'ascensore a Torrevarata: troppi obblighi da osservare

di Andrea Rifatto | 26/11/2020 | ATTUALITÀ

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L'ascensore era previsto a fianco della scalinata

Era atteso da anni dai cittadini, soprattutto da quanti si trovano ogni giorno a lottare contro le barriere architettoniche, come disabili e anziani, e la sua realizzazione sembrava ormai prossima. Ma l’ascensore per collegare il centro di Santa Teresa di Riva con il quartiere Torrevarata, tramite il sottopasso ferroviario, non vedrà la luce e tutte le speranze non si tramuteranno in realtà. L’Amministrazione comunale, dopo un anno dall’annuncio dei lavori, ha infatti gettato la spugna rendendo noto che l’opera non sarà realizzata, nonostante fosse stata richiesta dai cittadini che si sono espressi in tal senso per l’utilizzo dei 14mila 100 euro assegnati dalla Regione per essere spesi con forme di democrazia partecipata, ossia coinvolgendo i residenti. Il Comune era ben disposto a procedere, tanto che aveva aggiunto altri 6mila 700 euro per raggiungere la somma necessaria e nel dicembre dello scorso anno aveva anche individuato la ditta per i lavori, la “Nc Ascensori di Nicola Cannavò” di Santa Teresa, per una spesa di 20mila 800 euro. La necessità di rispettare precise norme in materia, che evidentemente nessuno in municipio si è curato di studiare e verificare prima di lanciare la proposta alla cittadinanza, ha portato ad annullare l’operazione. Sin da subito qualcosa aveva fatto presagire che potessero sorgere intoppi: l'affidamento dei lavori non era infatti stato perfezionato ed era stato specificato che sarebbe divenuto efficace “dopo l’acquisizione di tutti i pareri e nulla osta necessari”. Il primo scoglio si era palesato poco dopo, visto che Rete Ferroviaria Italiana, società proprietaria del sottopasso, aveva fatto presente come quello risulti un canale di scolo, mentre per il Comune si trattava di una vecchia classificazione del 1920, visto che le acque sono canalizzate nel sottosuolo da oltre 50 anni. Il problema, dopo varie interlocuzioni, sembrava superato, ma non erano stati fatti i conti con l'esistenza di una legge del 2015 che disciplina gli ascensori destinati al trasporto di persone in servizio pubblico, che fissa precise regole da seguire. “La burocrazia infinita non finisce mai di stupirci e spesso ferma le buone idee - commenta il sindaco Danilo Lo Giudice - abbiamo cercato di portare avanti in tutti i modi questa proposta ma adesso, per evitare di perdere le risorse, abbiamo dovuto desistere. L’iter autorizzativo deve arrivare al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, c’è l’obbligo di individuare un gestore del servizio, un direttore di esercizio, garantire la sorveglianza dell’impianto h24 e avere una polizza con massimali fino a 500mila euro. L’iter autorizzativo complesso, ma soprattutto una spesa annuale non inferiore a 20mila euro e il rischio di poter perdere le risorse, ci hanno indotto ad abbandonare questa ipotesi”. L’Amministrazione ha deciso quindi di usare le somme per l’acquisto di giochi per bambini da installare nelle piazze cittadine, secondo quella che era stata la seconda opzione votata dai cittadini. “Sull'ascensore però non demordiamo - conclude il sindaco - vedremo in seguito se ci saranno le condizioni e proveremo a trovare una soluzione per questo importane intervento”.


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