Martedì 07 Dicembre 2021
Continuano le lamentele. Lettera al Comune di 13 classi della media "Petri"


S. Teresa, "Pasti immangiabili alla mensa scolastica": protesta corale delle famiglie

di Andrea Rifatto | 04/04/2021 | ATTUALITÀ

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La consegna dei pasti alla "Petri"

Continuano ad emergere lamentele da parte delle famiglie per la qualità del servizio di mensa scolastica a Santa Teresa di Riva. Ne avevamo dato notizia già nei mesi scorsi ma da allora, a quanto pare, la situazione non è migliorata. “Una assoluta inadeguatezza del servizio, sia sotto il profilo qualitativo che di varietà di cibo, lamentata coralmente sin dall’inizio dell’anno scolastico dagli alunni che usufruiscono della mensa” - hanno messo adesso nero su bianco i rappresentanti delle 13 classi della scuola media “Lionello Petri”, in una lettera al sindaco Danilo Lo Giudice, all’assessore alla Pubblica Istruzione Annalisa Miano e alla dirigente dell’Istituto comprensivo Enza Interdonato. “Tali criticità, rappresentate verbalmente all’assessore Miano, oggi permangono - scrivono i genitori - con il risultato che molti alunni preferiscono rientrare a casa per il pranzo e ciò con i comprensibili e prevedibili disagi organizzativi per le famiglie nei giorni di rientro. Le pietanze, secondo quanto riferito dei ragazzi, non rispondono ai gusti della maggioranza, sarebbero proposte troppo o poco cotte, senza alcuna logica turnazione e il pranzo risulterebbe organizzato senza alcun rispetto dei basilari criteri nutrizionali - evidenziano nella lettera - e la segnalazione ha il fine di risolvere quello che oggi rappresenta un problema per i ragazzi e per le famiglie e un disservizio della Pubblica Amministrazione”. L’obiettivo che intendono raggiungere i rappresentanti di classe della “Petri” è quello di garantire il diritto dei ragazzi a una completa crescita sotto il profilo nutrizionale ed è stata anticipata agli amministratori comunali e alla dirigente scolastica la disponibilità a qualsiasi chiarimento o collaborazione, in attesa ovviamente di un fattivo riscontro aspettato con fiducia. 

Un problema che abbiamo affrontato già a novembre, facendo presente all’assessore Annalisa Miano le lamentele sollevare dai genitori, anche di altri plessi scolastici: in quell’occasione la titolare della delega alla Pubblica Istruzione ci aveva risposto di non aver ricevuto alcuna segnalazione sulla cattiva qualità dei pasti serviti nelle mense e di aver evitato di pranzare a scuola per testare le pietanze vista l'emergenza sanitaria in corso. C’è chi ricorda, però, che l’assessore Miano si è poi recata successivamente alla mensa e quel giorno il menu è stato cambiato, servendo le lasagne. La ditta che svolge il servizio di refezione è la “Catering” di Bronte e i pasti vengono preparati nel centro cottura privato di Santa Teresa della “Ristorseve”: già il 28 settembre l’amministratore della società, Gionatan Cascino, in una lettera inviata al Comune aveva fatto presente che “la specifica e ferma richiesta dell’Amministrazione che ha imposto il sistema di invaschettamento (monoporzione), rispetto al multiporzione che garantisce la salubrità del cibo assicurando il mantenimento delle caratteristiche organolettiche", avrebbe portato a “perdita di qualità, sapori e proprietà organolettiche del cibo”. Dopo le lamentele di novembre, il direttore tecnico della “Catering”, Nuccio Gatto, aveva replicato che “i nostri pasti riscontrano il 99% del gradimento”, sostenendo come fossimo stati bravi a scovare quell’1% che è solito lamentarsi (ma a quanto pare queste percentuali sono invertite…), spiegando poi come la ditta avesse proposto per migliorare il servizio “l'utilizzo del sistema multiporzione invece del confezionato, di ampliare la tabella dietetica aggiungendo altri menù redatti dal Sian e utilizzare una piattaforma digitale al posto del cartaceo per smaterializzare i buoni pasto. L'Amministrazione - aveva aggiunto il direttore tecnico della società catanese - si è riservata di decidere appena cesserà l'allarme Covid”. Di certo c’è che ad oggi le lamentele continuano e considerato che si tratta da un appalto da ben 540mila euro il Comune ha l'obbligo di attivarsi per effettuare le dovute verifiche, creando magari una commissione mensa come avvenuto in paesi vicini, in modo da dare la possibilità anche ai genitori di verificare la qualità dei pasti.


COMMENTI

SAvoca gianfranco | il 04/04/2021 alle 11:45:29

Il cibo è immangiabile i miei figli che di solito mangiano tutto tornano a casa digiuni nonostante i 3,5 euro a testa spesi e appena escono debbo farli mangiare purtroppo a volte non riesco a prenderli e farli mangiare a casa io mi chiedo ma il cuoco è mai stato ragazzo? I professori e la preside mangiano li tutti i giorni ed è tutto ok oppure non vogliono problemi!! Giocare sul cibo sulla qualità , sulla quantità è da miseri e meschini approfittarsi di poveri ragazzi che non hanno parola e non possono difendersi mi chiedo ma i professori che non dicono niente sul cibo a casa loro mangiano così ? Se fosse così allora non parlo più !! Credo che un può di sano buonsenso e qualche nutrizionista in meno non guasterebbe spero che le autorità si sveglino e che ognuno faccia il proprio lavoro ricordate che siamo noi che vi paghiamo per lavorare !!!!

Natalino pagano | il 05/04/2021 alle 09:23:35

Sono d'accordo con Gianfranco 'per quello che mi riguarda ' mia figlia quelle volte che è rimasta a mensa non ha toccato cibo mi riferisce di di un menù immangiabile, proporrei che a rotazione e/o a sorpress qualche genitore possa andare a mangiare a mensa per modo di dare un giudizio obiettivo sulla qualita quantità e sevizio svolto dalla ditta . Grazie a tutti. Natalino Pagano

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