Lunedì 06 Febbraio 2023
Avvisi di accertamento per gli ultimi cinque anni inviati anche a chi ha già pagato


S. Teresa, oltre 800 cartelle "pazze" sui suoli pubblici e in municipio è ressa quotidiana

di Andrea Rifatto | 12/12/2021 | ATTUALITÀ

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I passi carrabili nel mirino dell'Area Finanziaria

Brutto “regalo” di Natale per quasi 1.000 contribuenti di Santa Teresa di Riva a pochi giorni dalle feste. Dal municipio sono infatti partiti ben 826 avvisi di accertamento esecutivo patrimoniale riguardanti il pagamento del Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico relativo in particolare ai passi carrabili, recapitati nelle ultime settimane agli indirizzi dei cittadini intestatari dell’entrata di carattere patrimoniale per gli anni dal 2016 al 2019. Peccato, però, che buona parte delle somme siano state già versate in questi anni al Comune dagli utenti, che si sono quindi trovati davanti a delle “cartelle pazze” nonostante fossero già in regola con i pagamenti. Tanti santateresini si sono quindi recati in municipio per chiedere chiarimenti e comunicare l’avvenuto pagamento e in questi giorni si sono formate lunghe code al terzo piano del palazzo, all’esterno dell’Area Finanziaria-Amministrativa-Affari Generali. Ma cosa ha fatto scattare l’invio degli accertamenti per la richiesta di somme in larga parte non dovute? Dagli uffici finanziari apprendiamo che è stato avviato l’iter per “bonificare” la banca dati comunale e passare dal Cosap al Cup, il canone unico patrimoniale entrato in vigore già l’1 gennaio di quest’anno e che riunisce sotto un’unica entrata occupazioni di suolo pubblico, pubblicità-insegne-impianti e manifesti: i funzionari hanno quindi deciso di rivedere tutte le utenze prima della migrazione verso il nuovo canone ma in molti casi non sono riusciti a risalire ai pagamenti effettuati e a rintracciare ricevute e bollettini postali, anche perchè a quanto pare le somme riversate al Comune da Poste Italiane non hanno un’indicazione precisa al tipo di entrata a cui fanno riferimento. 

Dunque è stato deciso di inviare a tappeto gli avvisi di accertamento per mettere ordine. Ciò ha consentito ovviamente di individuare anche degli evasori per una o più annualità, ma come confermato dagli Uffici nel 40% dei casi si tratta di errori perchè il Cosap è già stato pagato: dunque per chi è in possesso delle ricevute e dimostrerà l’avvenuto versamento l’avviso verrà annullato, ma l’Area Finanziaria si è impegnata anche ad approfondire le ricerche qualora il canone sia stato pagato ma non si trovi la documentazione che lo attesti. Il servizio di elaborazione, stampa, imbustamento e recapito degli 826 avvisi è stato affidato alla ditta “Dat Srl-Hya Group di Agrigento ed è costato al Comune 1.020 euro. L’avviso di accertamento, con interessi, sanzioni e spese di notifica, ha valore di intimazione ad adempiere entro 60 giorni dalla notifica, trascorsi i quali l’atto diventa titolo esecutivo: dopo 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste è affidata alla Maggioli Tributi, anche per l’esecuzione forzata, senza necessità della preventiva notifica dell’ingiunzione di pagamento. Contro gli avvisi è possibile presentare ricorso, che però non sospende l’esecuzione dell’atto.


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