Mercoledì 03 Marzo 2021
Da 13 anni falliti i tentativi di accordo tra Comune e Curia: serve una soluzione


S. Teresa, l'ex chiesa di Misserio abbandonata e a rischio: quale sarà il suo destino?

di Andrea Rifatto | 23/02/2021 | ATTUALITÀ

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L'edificio abbandonato da decenni

Quale sarà il destino dell’ex chiesa della frazione Misserio, in stato di abbandono e a rischio crolli da decenni? È una domanda alla quale le ultime tre amministrazioni comunali di Santa Teresa di Riva, compresa quella attuale, non hanno finora saputo dare risposta con i fatti, perchè di ipotesi ne sono state avanzate diverse senza però che nessuna si sia mai concretizzata. Cinque anni fa l’allora sindaco Cateno De Luca aveva annunciato la volontà del Comune di acquistare l’edificio ubicato in piazza Padano per realizzare la Scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari, un suo vecchio pallino sin dai tempi della sua sindacatura a Fiumedinisi, dove l’iniziativa è stata finanziata con fondi europei e della Città metropolitana. De Luca aveva quindi incontrato l’allora parroco di Misserio, padre Carmelo Mantarro (scomparso nel 2019), e le parti avevano raggiunto un’intesa di massima per stipulare una compravendita che avrebbe portato L’Ente a dover sborsare una somma a carico del bilancio comunale, non esattamente quantificata, per acquisire l’area da 1.200 metri quadrati dove sorge l’edificio, la cui superficie coperta si aggira sui 400 metri quadrati. Dalle parole, però, non si passati ai fatti e anche nel programma dell’attuale governo cittadino, capeggiato dal sindaco Danilo Lo Giudice, è stato previsto di acquistare l’ex chiesa per destinarla a Scuola degli antichi mestieri e luogo per il tempo libero. La discussione sul futuro dell’ex chiesa della frazione si è aperta nel 2008, quando l’Amministrazione diffidò la Curia affinché provvedesse alla messa in sicurezza della struttura dalla quale si staccavano continuamente pezzi di cornicioni e intonaci. Quest’ultima rispose che non aveva le risorse necessarie, dicendosi allo stesso tempo disponibile a donare il bene. Soluzione accettata dall’allora sindaco Alberto Morabito, che avviò un confronto con il parroco al termine del quale si concordò che il Comune avrebbe ricevuto in donazione tutta l’area e avrebbe demolito l’ex chiesa, realizzando le eventuali strutture per rendere il terreno idoneo a ospitare attività culturali, ricreative e religiose a beneficio della collettività. Al momento di firmare l’atto di donazione, però, padre Mantarro, delegato dalla Diocesi, si tirò indietro perché avanzò delle pretese che l’Amministrazione non accettò, tra le quali quella di inserire una clausola che prevedesse la fissazione del limite di tempo entro il quale il Comune avrebbe dovuto provvedere alla riqualificazione dell’area, pena la riconsegna del bene, e di ricavare nel nuovo edificio anche un appartamento per il parroco della frazione. Dunque non se ne fece nulla e da anni tutto è rimasto fermo. Oggi, in ogni caso, andrà valutata la convenienza economica da parte del Comune di procedere con un acquisto, individuando magari soluzioni alternative con la Curia che possano consentire all’Ente di sobbarcarsi costi elevati, così come bisognerà decidere se demolire e ricostruire un nuovo edificio o intervenire con una manutenzione straordinaria dell’esistente, in quanto le spese per rimuovere le macerie sarebbero ingenti, perché le strade di accesso alla zona non consentono di intervenire con mezzi pesanti, e allo stesso tempo a parere di molti è possibile recuperare l’edificio intervenendo con la sostituzione del tetto e con il ripristino di altre parti.


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