Giovedì 20 Giugno 2024
Aperto il cantiere nell'immobile confiscato alla criminalità di proprietà del Comune


Roccalumera, un laboratorio della legalità nell'alloggio della mafia: partono i lavori

di Andrea Rifatto | 25/10/2021 | ATTUALITÀ

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I lavori si concluderanno a giugno

Hanno preso il via i lavori di messa e sicurezza e completamento, tramite recupero e rifunzionalizzazione, dell'immobile confiscato alla criminalità organizzata di proprietà dal 2004 del Comune di Roccalumera. L’impresa esecutrice, la “Romeo Costruzioni Srl” con sede nella cittadina jonica, ha infatti avviato gli interventi appaltati la scorsa primavera, per l’importo di 73mila 553 euro, all’interno dell’appartamento allo stato rustico situato al primo piano di un edificio in via Torrente Allume. Responsabile unico del procedimento è l’ingegnere Salvatore Barbera dell’Ufficio tecnico comunale, progettista e direttore dei lavori l’ingegnere Rosario Daniele Caminiti, mentre collaudatore l’architetto Carmelo Campailla. La conclusione dei lavori è prevista per il 9 giugno 2022. L’operazione è stata resa possibile grazie al finanziamento da 170mila euro assegnato due anni fa dal Ministero dell’Interno al Comune, a valere sulle risorse del Pon Legalità 2014-2020, dopo la partecipazione ad un bando nazionale con il progetto “Leg@l-Lab”, redatto dall’Ufficio tecnico e dell’Ufficio Servizi sociali e trasmesso a fine 2018 al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con l’intento di reperire le risorse necessarie a poter rendere fruibili gli spazi confiscati alle mafie. Roccalumera è rientrato tra i 18 progetti ammessi in Sicilia, di cui solo due in provincia, e ha previsto la realizzazione di un laboratorio sociale finalizzato a diffondere la cultura della legalità contro il bullismo e favorire percorsi di reinserimento di giovani svantaggiati (Centro servizi giovani a rischio devianza). L’immobile potrà essere adibito a uso abitativo, istituzionale, sociale e locativo, assegnato gratuitamente rispettando i principi di trasparenza, imparzialità e correttezza. In particolare l’uso a fini sociali servirà ad attuare politiche di promozione sociale, culturale, ambientale, della legalità e della sicurezza, creando opportunità di sviluppo e lavoro in un immobile che finora non ha prodotto alcunché ma è rimasto nel degrado anche per colpa della lentezza della burocrazia.


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