Mercoledì 24 Luglio 2024
Respinto il ricorso del Comune contro la Regione sul taglio del finanziamento


Roccalumera, incarichi per i torrenti senza contratto: il Tar conferma la revoca dei fondi

di Andrea Rifatto | 12/05/2023 | ATTUALITÀ

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I lavori in corso nel torrente Sciglio

Gli incarichi professionali sono stati affidati con procedure non regolari e dunque la Regione ha deciso correttamente di non riconoscere le somme. È quanto ha stabilito il Tar di Catania in merito al mancato pagamento al Comune di Roccalumera delle spese di progettazione delle opere di recupero e messa in sicurezza dei torrenti Allume e Sciglio, pari a 315.639 euro, inserite nel finanziamento da 3.750.000 euro concesso nel 2019. Il giudici della Prima Sezione (presidente Pancrazio Maria Savasta, consiglieri Giuseppina Alessandra Sidoti e Giovanni Giuseppe Antonio Dato), dopo l’udienza del 20 febbraio, hanno respinto sia il ricorso principale del marzo 2022 che quello per motivi aggiunti di settembre, presentati dal Comune con l’avv. Carmelo Saitta, con i quali veniva chiesto l’annullamento di due note del Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico che ha negato il pagamento delle somme dopo la richiesta di liquidazione del primo acconto da 20.000 euro e l’istanza volta ad incassare altri 266.450 euro, a saldo delle spese di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, dopo le richieste avanzate dai progettisti, gli ingegneri Giuseppe Garufi e Franz Oliva e il geologo Antonino Savoca. Il Tar ha ricostruito tutta la vicenda sin dal 1997, rilevando che per oltre vent’anni tra il Comune e i professionisti non sia mai stato firmato alcun contratto, nonostante secondo giurisprudenza consolidata “il contratto di opera professionale, quando ne sia parte la Pubblica Amministrazione, richiede la forma scritta ad substantiam e quindi deve sostanziarsi nella redazione di un apposito atto scritto, recante la sottoscrizione da parte del professionista e del titolare dell’organo, strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse sia del cittadino, costituendo remora ad arbitri, sia della collettività, agevolando l'espletamento della funzione di controllo”. 

Dagli atti è emerso che i disciplinari allegati alle delibere di giunta di conferimento degli incarichi del 1997 a Oliva e Savoca non sono firmati dal legale rappresentante del Comune (ma solo del professionista incaricato), quello allegato alla delibera del 2001 per Garufi e Oliva non contiene la determinazione del preciso importo delle competenze professionali e il disciplinare allegato alla determina sindacale del 2007 non reca la sottoscrizione del sindaco (ma solo dei professionisti) e neppure la determinazione del preciso importo delle competenze: in sostanza tutti gli atti fino al 2019 approvano il progetto ma senza atti di incarico ai progettisti. Di conseguenza il Commissario di Governo, dopo aver inizialmente avallato la nomina dei tecnici, al momento del controllo ha rilevato numerosi profili di illegittimità delle procedure sugli affidamenti professionali e ha ritenuto le spese tecniche non rendicontabili a valere sul finanziamento. Il Comune ha sostenuto in giudizio come non avrebbe potuto agire diversamente, in quanto “per effetto degli incarichi conferiti e dei disciplinari sottoscritti, in capo ai progettisti è maturato il diritto soggettivo al mantenimento degli stessi, nonché l’affidamento che ogni eventuale verifica e aggiornamento sarebbe stata di loro esclusiva spettanza, sempre per giurisprudenza pacifica” e che “non si sarebbe potuto ricorrere a progetti diversi da quelli scelti ed ai relativi aggiornamenti senza incorrere nella palese violazione del principio dell’affidamento insorto in capo ai progettisti incaricati”. Adesso l’ente potrà proporre appello al Cga di Palermo, altrimenti dovrà farsi carico delle somme non riconosciute dalla Regione prelevandole dal proprio bilancio.


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