Mercoledì 01 Dicembre 2021
Doveva portare sviluppo e ricchezza: ecco cosa resta dieci anni dopo quel sogno


Roccalumera, il flop dell'area artigianale: erbacce, rifiuti e zero posti di lavoro - FOTO

di Andrea Rifatto | 09/11/2020 | ATTUALITÀ

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La zona artigianale vista dall'alto

Doveva essere un’area in grado di favorire il rilancio economico del paese e dell’intero comprensorio: a distanza di oltre dieci anni è un deserto. La zona artigianale di Roccalumera era stata presentata come un punto di riferimento per il mondo dell’imprenditoria locale, un’iniziativa unica nel territorio jonico in grado di attrarre investimenti e produrre ricchezza e benessere. Tutte speranze che si scontrano con una realtà ben diversa da quanto auspicato. L’area è stata realizzata in contrada Piana, a poche centinaia di metri dallo svincolo autostradale, grazie ad un finanziamento da 2,8 milioni di euro concesso nel 2009 dalla Regione, con l’aggiunta di 1,1 milioni di euro del Comune: un progetto che secondo quanto annunciò l’allora sindaco Gianni Miasi avrebbe cambiato la storia di Roccalumera, con la creazione di 150-200 posti di lavoro e l’aumento del prodotto interno lordo dei concittadini. Undici anni dopo la zona artigianale esiste solo sulla carta, o meglio sono state realizzate le infrastrutture viarie, la suddivisione dei 14 lotti per una superficie totale di 9.700 metri quadrati, la rete di illuminazione, la zona parcheggio dotata perfino di tettoie fotovoltaiche mai utilizzate: di fabbriche e insediamenti produttivi, però, non c’è traccia. Oggi strade e muri sono avvolti da erbacce e spazzatura, spesso la zona viene utilizzata per smaltire spazzatura e tutto è lasciato nel degrado più totale. Nel 2014 l’Amministrazione del sindaco Gaetano Argiroffi annunciò con un comunicato stampa che erano stati venduti 12 dei 14 lotti, con una previsione di incasso pari ad almeno 1,5 milioni di euro: “Ci aspettiamo una scossa economica con una ricaduta diretta sull’occupazione giovanile, indispensabile per la nostra cittadina - disse allora il primo cittadino - e il ricavato della vendita dei lotti è una boccata di ossigeno finanziario che ci permetterà di uscire definitivamente dalla criticità debitoria in cui versano le casse comunali”. Il secondo obiettivo sarà stato probabilmente raggiunto, ma il primo, quello più importante, è rimasto solo un sogno. “Sono stati venduti 7 lotti su 14 - ci ha detto adesso il sindaco Argiroffi - nel corso degli anni diversi  operatori hanno chiesto informazioni, ma il momento è particolare per investire. Negli ultimi tempi si sono avvicinate alcune persone, qualcuno sembrerebbe pronto a fare istanza di acquisto, qualche giorno fa è venuto un imprenditore del Nord che vorrebbe comprare due lotti per insediare una fabbrica di celle frigorifere, ma finora non ha dato risposta: tutti discorsi interlocutori ma di concreto non c’è nulla”. Ma perchè nessuno ha deciso di insediarsi a Roccalumera e nemmeno i sette acquirenti hanno presentato i progetti per realizzare le strutture? Un senso di sfiducia e incertezza ha prevalso su quelli che erano i propositi iniziali? Il periodo storico non è certamente dei migliori, ma il Comune potrebbe comunque provare a vendere gli altri lotti e nel frattempo cercare di ridare decoro all’intera zona di contrada Piana, che non merita di rimanere in queste condizioni.



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