Sabato 21 Maggio 2022
Sanzione contestata nel 2017 e pagata dopo l'ordine impartito dalla Prefettura


Roccalumera, Comune sanzionato dall'Istat per non aver comunicato dati obbligatori

di Andrea Rifatto | 11/05/2022 | ATTUALITÀ

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Un eventuale ricorso avrebbe aggravato i costi

Cinque anni dopo l’arrivo della contestazione non si può fare altro che pagarla. Il Comune di Roccalumera dovrà infatti sborsare poco più di mille euro per saldare un verbale di illecito amministrativo notificato nel 2017 dalla Direzione Generale dell’Istituto nazionale di Statistica, che ha contestato all’ente la violazione dell’articolo 7 del Decreto Legislativo 322 del 1989, ossia di aver omesso di fornire i dati e le notizie richieste, con i modelli di rilevazione opportunamente predisposti, riguardanti la rilevazione statistica sui permessi di costruire rilasciati nel 2015. L’Istat aveva concesso un termine ultimo per inviare i dati, ma evidentemente dal Comune non sono state inoltrate le informazioni necessarie ai fini dell’archiviazione del verbale e agli atti del procedimento è rimasta evidente la fondatezza dell’accertamento. Per la violazione del caso è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 516 a 5mila 164 euro e nei giorni scorsi è giunta nel municipio di Roccalumera una nota della Prefettura di Messina con la quale è stato ordinato al sindaco Gaetano Argiroffi di versare complessivamente la somma di 1.032 euro, così da definire la violazione e chiudere il caso. L’Amministrazione comunale, dunque, ritenendo che un eventuale ricorso giudiziario comporterebbe un aggravio di spesa parecchio superiore all’importo della sanzione, ha deciso di pagarla e il responsabile dell’Area Tecnica, l’architetto Giuseppe Della Scala, ha proceduto a firmare la determina di impegno e liquidazione della somma per la violazione dell’obbligo di fornire all’Istat i dati e le notizie in relazione alla rivelazione statistica sui permessi di costruire del 2015, trasmettendo gli atti all’Area Economico-Finanziaria per gli adempimenti del caso. Il Comune jonico, tra l’altro, non ha potuto usufruire della norma che consentiva la sospensione delle sanzioni per mettersi in regola, entro il 30 novembre 2017, ai centri inadempienti con meno di 3.000 abitanti, in quanto ha una popolazione maggiore.


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