Giovedì 29 Ottobre 2020
Lamentele da cittadini e operatori, la minoranza chiede di fare marcia indietro


Roccalumera, ambulanti via dalle strade principali: sindaco sommerso dalle critiche

di Andrea Rifatto | 18/10/2020 | ATTUALITÀ

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Un ambulante sul lungomare prima dell'ordinanza

Piovono critiche sull’Amministrazione comunale di Roccalumera dopo la scelta del sindaco Gaetano Argiroffi di vietare il commercio ambulante sulla Statale 114 e sul lungomare, motivato con la necessità di garantire la sicurezza della viabilità e della cittadinanza, evitando intasamenti al traffico e assembramenti di clienti a ridosso dei mezzi, e mantenere pulite le strade evitando il deposito al suolo degli scarti. Molti cittadini non condividono questa scelta, che penalizzerà alcune categorie di utenti: “Assurdo, chi non ha un mezzo come fa a fare la spesa - si chiede Rosaria - specialmente le persone anziane, sindaco ci pensi bene, così mette in difficoltà tanta gente”; “Si potrebbe venire incontro limitando il passaggio degli ambulanti solo sulla Statale dove c’è il senso unico, così non si creerebbero problemi di circolazione” suggerisce Domenica, mentre Luciana evidenzia come “Anche gli ambulanti hanno famiglia e bocche da sfamare e da anni ci offrono un servizio”. Uno di loro, Alfio Bonanno, è amareggiato: “In Italia rappresenta un problema chi prova a lavorare onestamente e con umiltà e io sono uno di quelli: complimenti alla decisione del sindaco” commenta sarcasticamente. Sulla questione è intervenuto anche il gruppo di minoranza consiliare: “Ancora una volta è costume battere un pugno sul tavolo per imporre scelte non condivise e condivisibili di cui non se ne ravvede la logica e senza tenere in conto le conseguenze sociali ed economiche” affermano i consiglieri Rita Corrini, Ivan Cremente, Tiziana Maggio, Antonio Scarci, che hanno presentato una mozione chiedendo ad Argiroffi di fare dietrofront. “Non si tengono in conto le conseguenze anche sociali ed economiche del provvedimento - esordisce l’opposizione - chiaramente il sindaco non può apprezzare il servizio degli ambulanti, evidentemente non ha mai comprato neanche una mela, non li conosce e non sa quanto siano apprezzati dai cittadini di Roccalumera e dintorni. Così si penalizzano anche gli anziani, le massaie e i clienti che apprezzano il commercio ambulante fruibile ‘sotto casa’ per l’utilità, la qualità e la convenienza di alimenti freschi come frutta, verdura, pane e per la possibilità di acquistarne in piccole quantità, rispondente al bisogno personale ed evitando così conservazione prolungata e sprechi”. 

I quattro consiglieri evidenziano come sarebbe stato opportuno un incontro tra le parti per la definizione di una soluzione condivisa, per non relegare da un giorno all’altro gli ambulanti nelle vie secondarie, “ad esercitare il loro onesto lavoro quasi a nascondersi dopo essere stati additati di tenere comportamenti scorretti” e che la decisione del sindaco sia drastica e incomprensibile “dal momento che gli atteggiamenti citati nell’ordinanza possono e devono essere sanzionati dagli organi preposti come Vigili Urbani, Carabinieri o Guardia di Finanza, sempre presenti sul territorio”. “In un’ordinanza precedente del 7 maggio il sindaco regolamentava la vendita al dettaglio degli ambulanti, dove indicava le misure di contenimento e di contrasto del virus Covid-19 - ricordano i quattro consiglieri - perché adesso si usa come motivazione il rischio di assembramenti quando finora sono state rispettate le indicazioni? Tutto ciò allora non dovrebbe valere anche per il mercato rionale, grande conquista dell’Amministrazione? La minoranza non può restare in silenzio - concludono Corrini, Cremente, Maggio e Scarci -  chiediamo al sindaco di ripristinare il commercio ambulante itinerante nella lungomare Cristoforo Colombo e nella via Umberto I, anche stabilendo degli stalli in prossimità di piazze e piazzali, in quanto rappresenta un servizio utile ed essenziale per l’acquisto di beni primari per tutte le categorie di acquirenti. Ci auguriamo che il sindaco non faccia, come sua abitudine, orecchie da mercante”.


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