Lunedì 20 Maggio 2024
Quasi certo l'addio alla Direzione didattica di Santa Teresa, ma rischiano anche altri


Rete scolastica, oggi prima tappa a Messina per decidere il destino degli istituti jonici

di Andrea Rifatto | 06/11/2023 | ATTUALITÀ

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La Direzione didattica di Santa Teresa

Le prossime “vittime” dei tagli al sistema scolastico potrebbero emergere già oggi. Alla Città metropolitana è infatti in programma la riunione della Conferenza territoriale scolastica per la definizione del Piano di dimensionamento e razionalizzazione della rete per l’anno 2024-2025, che vedrà attorno al tavolo il dirigente dell'Ufficio VIII Ambito Territoriale di Messina, il provveditore Stello Vadalà, il sindaco metropolitano Federico Basile e i sindaci eletti a settembre nella Conferenza, Giuseppe Calabrò (Barcellona Pozzo di Gotto), Vincenzo Amadore (Galati Mamertino), Girolamo Bertolami (Novara di Sicilia), Mario La Malfa (Pace del Mela), Gianluca Bonsignore (Patti), Danilo Lo Giudice (Santa Teresa di Riva) e Angelo Tudisca (Tusa). Un appuntamento che farà scattare il conto alla rovescia e nel corso del quale sarà concordato il documento da presentare alla Regione, visto che entro il 18 novembre l’Assessorato dell’Istruzione dovrà avere tutti gli elementi sul tavolo per approvare il Piano di dimensionamento. Una rimodulazione dell’offerta che inciderà anche sui posti di lavoro di dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, personale amministrativo e collaboratori. 

 

Nel comprensorio jonico il destino è ormai segnato per la Direzione didattica di Santa Teresa di Riva, visto che il decreto regionale stabilisce il criterio della verticalizzazione in Istituti comprensivi delle Direzioni didattiche e delle scuole medie di primo grado: nonostante i tentativi di salvare un’istituzione centenaria, considerato che il Circolo didattico santateresino risale al 1923 con l’approvazione della riforma Gentile, le possibilità di mantenerla sono quasi nulle e la soluzione più probabile che verrà adottata dall’Assessorato sarà l’aggregazione o fusione con l’Istituto comprensivo già esistente in paese (la proposta di creare un secondo Comprensivo ha poche speranze di essere accolta) in modo da superare la soglia minima di 900 studenti, che presto verrà fissata come standard per il mantenimento delle istituzioni scolastiche come prevede già la norma nazionale. 

A rischio vi è anche l’Istituto comprensivo “Rosario Livatino” di Roccalumera, che conta 652 alunni dislocati tra i plessi di Roccalumera, Furci Siculo, Pagliara e Mandanici e non avrebbe dunque i requisiti per rimanere autonomo: la scelta delle istituzioni regionali potrebbe essere quella di un accorpamento con Alì Terme e temendo tale ipotesi viene chiesto che le scuole dell’infanzia, primarie e secondaria di primo grado di Furci Siculo rimangano con il Comprensivo di Roccalumera, visto che potrebbero finire con l’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva, con la proposta di assegnare a Roccalumera tre scuole dell’Infanzia e tre scuole Primarie (Cantidati, Sparagonà e Bucalo) della Direzione didattica santateresina, per far raggiungere al “Livatino” 981 alunni dall’anno scolastico 2024/2025. Una smembramento che potrebbe consentire di salvare l’Istituto comprensivo di Roccalumera.


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