Venerdì 03 Luglio 2020
Il gruppo presieduto da Agostino Carcione ha chiesto la convocazione del Consiglio comunale


Referendum Scifì, il Comitato del no interpella Sant’Alessio: “Dica se è favorevole”

di Andrea Rifatto | 31/08/2015 | ATTUALITÀ

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Il presidente del Comitato Carcione. Sullo sfondo Scifì

Il Comune di Sant’Alessio Siculo è favorevole o no all’aggregazione della frazione Scifì all’interno dei propri confini ed allo scorporo della medesima dal comune di Forza d’Agrò?”. A chiederselo è il Comitato costituito nei mesi scorsi contro il referendum, in programma il prossimo 18 ottobre, presieduto dal giovane Agostino Carcione, residente della frazione di Scifì. Stamane il Comitato, denominato “Uniti con Forza d’Agrò”, ha presentato al municipio alessese una richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale, indirizzata al sindaco Rosa Anna Fichera e al presidente del Civico consesso, Giuseppe Pasquale, affinchè l’assemblea cittadina “formuli una precisa e puntuale presa di posizione circa la volontà di essere favorevoli o meno all’aggregazione della frazione Scifì al comune di Sant’Alessio Siculo ed allo scorporo della medesima dal comune di Forza d’Agrò”. Al documento sono state allegate 121 firme, che secondo il Comitato, che si rifà alle posizioni dell’amministrazione comunale forzese guidata del sindaco Fabio Di Cara, sarebbero pari a più della metà degli effettivi residenti nella frazione Scifì. 

“I cittadini di Scifì stanno subendo una umiliazione a causa della condotta di alcuni concittadini che hanno fatto della scissione l’unico cavallo di battaglia possibile – sostiene Carcione facendo eco a quanto già affermato dal primo cittadino di Forza d'Agrò – e non ottenendo spazi nella pubblica amministrazione e non avendo altri metodi, stanno facendo diventare i concittadini di Scifì merce di scambio o in vendita”. Il Comitato rileva inoltre come il Comune di Sant’Alessio Siculo abbia inoltrato all’assessorato competente, il 13 novembre 2013, un’istanza per ottenere l’annullamento del decreto di indizione del referendum, manifestando la volontà di non essere interessato all’annessione per un “sopravvenuto mutamento dell’interesse originario, data la diversa compagine politico-amministrativa e la mutata situazione economico-finanziaria…”. In quella richiesta, però, il Comune alessese sosteneva anche come sarebbe stata opportuna l’estensione della consultazione anche ai cittadini di Sant’Alessio, visti i presupposti già esistenti al momento della firma del provvedimento assessoriale. “È manifestatamente noto – prosegue il presidente di “Uniti con Forza d’Agrò” – che i cittadini di Sant’Alessio Siculo e la maggioranza dei cittadini di Scifì non vuole la scissione/annessione, pertanto occorre sapere con certezza cosa ne pensano gli attuali amministratori di Sant’Alessio Siculo. Non ha senso affrontare un referendum con tutte le problematiche che ne comporta se già si sa a priori – conclude Carcione – che i cittadini di Scifì non vogliono lo scorporo e quelli di Sant’Alessio non vogliono l’annessione”.

Il Consiglio comunale della cittadina del Capo si riunì già una volta sulla questione
, il 29 ottobre 2013, per discutere della revoca della deliberazione consiliare del 2008 (amministrazione Foti) che aveva dato via libera al progetto di scorporo di Scifì da Forza d'Agrò e il successivo accorpamento a Sant'Alessio: in quella seduta, però, su proposta del presidente Pasquale, il Civico consesso si astenne dal votare la revoca della delibera del 2008, in quanto diversi esponenti di maggioranza ritennero di non doversi opporre a quanto deciso in passato e si decise dunque di rinviare sine die la discussione per approfondire meglio l'argomento, che però non venne più affrontato.

Più informazioni: referendum scifì  


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