Martedì 24 Novembre 2020
La strada potrebbe essere chiusa e i veicoli deviati in un'area poco distante


Quelle auto ai piedi dell'abbazia d'Agrò: uno spazio da restituire ai visitatori

di Andrea Rifatto | 21/09/2019 | ATTUALITÀ

945 Lettori unici | Commenti 1

Auto ai piedi del monumento

Automobili parcheggiate disordinatamente ai piedi del monumento simbolo della valle d’Agrò, turisti che arrivano e si vedono costretti a immortalare nei loro scatti fotografici le vetture in primo piano, veicoli che provenendo da Casalvecchio rimangono bloccati iniziando a strombazzare per far sì che venga fatto loro spazio. È ciò che accade ogni qualvolta vi è un evento all’abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, visto che i parcheggi scarseggiano e chi vuole raggiungere la basilica spesso pretende di arrivarvi con l’auto fino a pochi metri dall’ingresso. Una situazione poco piacevole che si è verificata di recente anche nella serata di presentazione della nuova gestione del sito, affidata al Parco archeologico di Naxos-Taormina, alla presenza della direttrice Gabriella Tigano. Lanciamo la proposta di rendere quello spazio interamente pedonale, magari provvedendo a rifare la pavimentazione e a installare nuove panchine, chiudendo la stradina 100 metri prima dell’abbazia e deviando le auto sulla bretella che conduce sul terreno poco più a monte, da dove è possibile raggiungere la basilica facilmente a piedi, come tra l’altro avveniva parecchi anni fa su disposizione della Soprintendenza di Messina. Il passaggio veicolare dovrebbe quindi essere consentito solo ai proprietari dei terreni limitrofi al monumento e ai mezzi di servizio. Sarebbe un modo semplice quanto efficace per restituire ai visitatori quell’area e consentire loro di godere pienamente della bellezza del posto, lasciando lontani segni di una antropizzazione che non sempre va incontro alle esigenze della collettività.


COMMENTI

fahrenheit | il 22/09/2019 alle 14:44:21

Aderisco in pieno alla proposta contenuta nell’articolo. Soprintendenza, Comune, Regione hanno l’obbligo di tutelare e valorizzare i beni culturali

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