Martedì 06 Dicembre 2022
Presidi sbarrati a S. Teresa e S. Alessio. Interrogazione all'Ars di Lo Giudice


Pte e Guardia medica chiusi, è emergenza nella zona jonica: utenti e turisti respinti

di Andrea Rifatto | 01/08/2021 | ATTUALITÀ

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Gli avvisi al Pte e alla Guardia medica turistica

Garantire la medicina di prossimità e attrezzare i territori con strutture in grado di dare una prima risposta alle richieste dei cittadini sono due obiettivi sbandierati spesso ai quattro venti della autorità sanitarie e dalla politica, soprattutto quando si paventa la soppressione o il ridimensionamento dei presidi. Ma succede che poi non si riesce nemmeno a garantire l'erogazione dei servizi minimi e previsti dalla legge e a pagarne le conseguenze sono sempre gli utenti. Come sta accadendo da alcuni giorni tra Santa Teresa di Riva e Sant'Alessio Siculo, dove due importanti strutture sono state sbarrate per una motivazione che appare assurda, ossia la mancanza di personale. Nel primo caso, il Pte santateresino (Presidio territoriale di emergenza) è chiuso o apre a singhiozzo perchè su sei medici in servizio (dovrebbero essere sette) due non sono disponibili per problemi di salute e uno opera con orario ridotto coprendo non più di dieci turni mensili, ma l’Asp non ha inviato dei sostituti in modo da garantire sia il servizio 118 che l'apertura del Pte dalle 8 alle 20: dunque si riesce a garantire solo l’ambulanza, anche se in realtà per alcuni turni non è stato presente il medico a bordo. All'ingresso del Pte è stato quindi affisso un cartello avvisando della chiusura con l'invito a rivolgersi al numero unico di emergenza (112) in caso di necessità. Venerdì il presidio è rimasto aperto, ieri è è stato chiuso dalle 8 alle 14 fin quando è giunto un medico disponibile a garantirne l’apertura fino alle 20. Ma non si può continuare a vivere alla giornata contando sul senso di responsabilità degli operatori, che spesso coprono dei turni anche fuori dal loro orario. 

La situazione è ancora più assurda a Sant'Alessio, dove oltre alla Guardia medica “tradizionale” (attiva dalle 20 alle 8 di tutti e giorni e dalle 10 del sabato alle 8 del lunedì) era sempre stata garantita anche la Guardia medica turistica durante i mesi estivi: quest'anno, invece, un cartello scritto a penna e affisso sulla porta di ingresso del Poliambulatorio avverte che il servizio per i vacanzieri non è attivo e un altro avviso spiega che “alla guardia medica notturna non è consentita per legge la prescrizione di visite specialistiche, esami di laboratorio ecc… che rientrano nel servizio di guardia medica turistica (che non è attivo per carenza di medici)”. Delle serie: dovete arrangiarvi come potete. La carenza di medici pare sia legata al dirottamento di personale negli hub vaccinali e nelle Usca e dunque non si riescono a coprire i servizi territoriali. “Siamo andati alla Guardia medica di Sant'Alessio con mio figlio e l’abbiamo trovata chiusa - racconta Arcangelo Favata, torinese in vacanza con la famiglia a Santa Teresa - la cosa assurda che mi fa più rabbia è che non vi sia nessuna indicazione, nessun recapito nè orario: penso ai turisti stranieri, io conoscendo la zona so che eventualmente posso andare a Taormina o a Messina, ma chi viene per la prima volta può veramente morire. Tra l'altro due giorni prima mia moglie si era recata alla stessa guardia medica con l'altro figlio ma questa volta il presidio era aperto ma a detta dell’operatore non accessibile ai turisti”. Due comuni che in estate raggiungono 30-40mila abitanti lasciati allo sbaraglio. La situazione non accenna a risolversi ma anzi vi sono anche altre strutture nel comprensorio che soffrono la carenza di personale.

Sulla questione è intervenuto il sindaco di Santa Teresa, Danilo Lo Giudice, che nella qualità di depurato regionale ha presentato un’interrogazione urgente al Governo Musumeci: “La situazione è gravissima - esordisce il presidente del Gruppo Misto - appena tre medici a Taormina, quattro a Francavilla di Sicilia, nessuno a Santa Teresa, con la chiusura di molti Pte e le ambulanze del 118 con a bordo soltanto autista e soccorritore, cui è vietato fare diagnosi e somministrare farmaci”. Il problema della carenza di personale nelle strutture di emergenza interessa anche Giardini Naxos, Letojanni e Scaletta Zanclea e proprio per questo motivo Lo Giudice chiede interventi di potenziamento del sistema dell’emergenza sanitaria e sottolinea i rischi che questa situazione comporta per la popolazione: “È un’emergenza sanitaria senza precedenti che ricade su tutto il territorio - evidenzia il deputato - in un periodo di forte afflusso turistico e col permanere dell’emergenza Covid, si sta determinando un grave rischio sia per i pazienti sia per i pochi medici in servizio, che a volte vengono persino minacciati non potendo fornire soccorso come Pte”. Nell'interrogazione si chiede quindi all’assessore alla Salute Ruggero Razza “quali soluzioni immediate ritiene di dover adottare per porre fine a questa situazione che mette a rischio la vita di tantissimi cittadini”. Il cittadino o il turista bisognoso cure, trovando Pte e Guardia medica chiusi, spesso non ha infatti altra alternativa se non quella di comporre il 112 per chiedere l'intervento dell’ambulanza, bloccando magari per ore il mezzo per interventi banali risolvibili nei presidi territoriali.


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