Martedì 19 Gennaio 2021
Il Comune ha dato il via libera nel 2019. Dubbi sulla necessità di nuovo cemento


Primo hotel a S. Teresa, la Regione "frena": chiesti chiarimenti e valutazione ambientale

di Andrea Rifatto | 11/11/2020 | ATTUALITÀ

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Il terreno dove è prevista la costruzione dell'albergo

Sarà più lungo del previsto l’iter per la costruzione del primo albergo di Santa Teresa. La Regione ha infatti “frenato” la procedura avviata due anni fa da un privato, l’imprenditore Antonino Miuccio, intenzionato a realizzare un hotel sul lungomare all’ingresso lato sud del paese, nel quartiere Barracca: una struttura a quattro piani fuori terra e uno interrato, con 14 camere, hall, ristorante, terrazza e parcheggio sotterraneo, su un’area di 310 metri quadrati per un totale di 3.862 metri cubi con un indice di densità di 12,46 mc/mq. Nel dicembre del 2019 il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la richiesta di deroga alla legge urbanistica regionale, con la dichiarazione di interesse pubblico necessaria in quanto l’area è attualmente classificata zona F (verde pubblico) nel Programma di Fabbricazione del 1979, i cui vincoli risultano scaduti, e quindi serviva un passaggio in Aula per assegnare ai terreni la destinazione per attrezzature turistico-ricettive, come previsto dallo schema di massima del Piano regolatore generale in itinere. Alla Regione spetta invece la decisione se approvare o meno la deroga al divieto di edificazione entro i 150 metri dalla battigia, visto che l’albergo è previsto in questa fascia in cui è vietata la costruzione di edifici non residenziali. A quasi un anno di distanza, il Dipartimento regionale dell’Urbanistica si è espresso e, prendendo atto delle conclusioni della Commissione Tecnica Specialistica, ha ritenuto che la richiesta di variante anticipativa per la realizzazione della struttura turistico-ricettiva sia da assoggettare alla procedura di Valutazione ambientale strategica perchè “può comportare potenziali impatti sulle diverse componenti ambientali del sistema ambientale interessato”. Dunque i tempi si allungheranno. 


La Regione ha evidenziato comelo strumento urbanistico risulta essere ormai datato e non coerente con le attuali componenti sociali, ambientali, ed economiche del territorio comunale e con gli obiettivi di sostenibilità ambientale definiti a livello nazionale ed europeo” e che “vengono riportati gli estratti cartografici del Piano di Fabbricazione vigente e del ‘Prg in itinere’ senza una specifica legenda allegata e senza indicare i parametri urbanistici della zona per attrezzature turistico-ricettive”. Inoltre “si afferma che la classificazione dell’area proposta in variante ‘è prevista nel Prg in itinere’ ma tale affermazione non è supportata da alcuna documentazione relativa all'adozione del Prg” e “non è stata riportata una verifica del rispetto degli standard urbanistici dell’area interessata tenendo conto che viene trasformata un’area destinata a verde pubblico in area per attività ricettive”. L’Assessorato regionale dell’Urbanistica evidenzia poi come “non è stata riportata nessuna analisi sulla domanda/offerta di attività ricettive-turistiche a Santa Teresa di Riva per motivare la proposta in variante” e “non è stata effettuata una verifica esaustiva degli effetti ambientali, in termini di emissioni atmosferiche e acustiche, traffico indotto, rifiuti, scarichi dei reflui in fognatura e consumo di suolo legati alle nuove previsioni urbanistiche”. Su quest’ultimo punto la Regione ha rilevato che nel progetto inviato dal Comune “ci si limita ad affermare che sono state analizzate le scelte progettuali che interessano sia l’uso del suolo che gli aspetti ambientali ad esso connessi, senza che siano stati descritti in maniera puntuale ed esaustiva gli impatti attesi dalla realizzazione del progetto”. Un’altra anomalia, infine, riguarda il punto in cui nella documentazione si afferma da una parte che l’area non è soggetta a vincolo paesaggistico e contestualmente viene citato un parere favorevole espresso dalla Soprintendenza a Beni culturali e ambientali di Messina del marzo 2019 che non è presente tra la documentazione trasmessa.


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