Martedì 25 Giugno 2024
Finanziati programmi di microzonazione e interventi su edifici pubblici e privati


Prevenzione del rischio sismico, 26 milioni alla Sicilia

di Andrea Rifatto | 11/11/2014 | ATTUALITÀ

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Per il 2013 disponibili per tutta la Penisola 195,6 milioni di euro

Microzonazione sismica, analisi della condizione limite per l’emergenza e interventi strutturali su edifici pubblici e privati. Serviranno per queste finalità i quasi 26 milioni di euro assegnati alla Sicilia dal Dipartimento della Protezione civile nell’ambito del Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 2009, che prevede uno stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni per realizzare interventi sull’intero territorio nazionale. Il decreto emanato il 4 agosto scorso dal Capo Dipartimento, Franco Gabrielli, che ripartisce tra le regioni i finanziamenti per gli interventi di prevenzione previsti dalla Legge 77/2009, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 novembre. Il Dipartimento avrà il compito di disciplinare l’utilizzo dei contributi relativi ai fondi per l’annualità 2013, pari a 195,6 milioni di euro: la somma verrà ripartita tra le regioni sulla base dell’indice medio di rischio sismico, privilegiando le aree a maggiore pericolosità, per indirizzare l’azione verso la riduzione della perdita di vite umane. I fondi a disposizione per il 2013, come per le annualità precedenti, sono destinati a “studi di microzonazione sismica e analisi della Condizione limite per l’emergenza” (lettera a) e a “interventi strutturali su edifici pubblici strategici o rilevanti per finalità di protezione civile, nonché edifici privati” (lettere b+c). In Sicilia sono coinvolti 282 comuni per uno stanziamento totale di 25.960.964,79 euro: riceveranno 2.233.201,27 euro per gli studi di microzonazione, mentre 23.727.763,52 euro sono riservati agli interventi su edifici pubblici e privati. Relativamente ai contributi per interventi strutturali su edifici privati, tutte le regioni italiane sono tenute a destinare da un minimo del 20% fino a un massimo del 40% del finanziamento ad esse assegnato, purché questo sia pari o superiore a 2 milioni di euro. Con un successivo decreto del Capo Dipartimento saranno poi ripartiti i fondi per altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio simico.
In merito agli interventi finanziati per gli edifici (pubblici e privati) in zona sismica, verranno realizzate opere di rafforzamento locale, miglioramento sismico o demolizione e ricostruzione di strutture pubbliche d’interesse strategico per finalità di protezione civile o rilevanti in caso di collasso (170 milioni la quota complessiva riservata a tali scopi). Sono finanziati interventi sugli edifici scolastici pubblici, fino a un massimo del 40% della quota destinata agli interventi b e c, con priorità per quegli edifici che nei piani di emergenza di protezione civile ospitano funzioni strategiche. Vi è inoltre la possibilità di delocalizzare gli edifici demoliti e ricostruiti se viene garantito, con la stessa spesa, un maggiore livello di sicurezza sismica e una maggiore efficienza del sistema di gestione dell’emergenza. Fondamentali le risorse destinate a garantire maggiori livelli di sicurezza soprattutto negli edifici pubblici chiamati a gestire le emergenze in casi di calamità naturali, dove non è ammissibile alcuna criticità strutturale vista l'importanza che tali centri di comando svolgono. 

Elenco dei comuni siciliani interessati dai finanziamenti
Tutti i comuni italiani coinvolti


Più informazioni: rischio sismico  


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