Venerdì 15 Gennaio 2021
Il report della Caritas diocesana fotografa la situazione ed evidenzia le necessità


Povertà, nella zona jonica molte famiglie in difficoltà: disagio più alto in cinque comuni

di Andrea Rifatto | 09/10/2020 | ATTUALITÀ

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Le parrocchie aiutano molte famiglie

Non è dei migliori la condizione delle famiglie in diversi comuni della zona Jonica e della valle dell’Alcantara. Lo si deduce analizzando il Report Povertà 2019-2020 redatto dalla Caritas Diocesana di Messina, comprendente un’analisi delle situazioni di maggiore povertà a partire dai dati raccolti dai Centri di Ascolto Parrocchiali ma dedicato anche alla “povertà educativa”. Nel contesto diocesano sono quasi 20.000 circa le famiglie esposte alla povertà assoluta e per stimare l’incidenza delle famiglie in potenziale disagio economico è stato calcolato il rapporto percentuale tra il numero di famiglie con figli con la persona di riferimento in età fino a 64 anni nelle quali nessun componente è occupato o ritirato dal lavoro e il totale delle famiglie, caratteristiche che molto probabilmente indicano una situazione di forte difficoltà. Le famiglie con potenziale disagio nei 108 comuni messinesi oscillano tra il 6,6% di Gaggi e lo 0,9% di Roccafiorita: il disagio si registra maggiormente nei centri di Gaggi (6,6%), Graniti (5,9%), Savoca (5,7%), Limina (5,4%) e Alì (5,2%), mentre i comuni con un minore indice di disagio nelle famiglie sono Santa Domenica Vittoria (1,6%) e Roccafiorita (0,9%). In media le famiglie con potenziale disagio sono il 3,8% della popolazione: i dati sono indicativi e non aggiornati ma segnano una tendenza che in taluni casi - secondo la Caritas Diocesana - è aumentata di almeno 1/3, soprattutto nei grandi centri urbani laddove la rete di aiuti comunitaria è più frammentata. Se al dato generico si aggiunge quello legato alle coppie giovani con figli, a presentare situazioni di necessità sono comuni come Alì (12,7%), Gaggi (11,6%), Fiumedinisi (11,5%), Forza d’Agrò e Santa Domenica Vittoria (10,9%), Graniti (10,4%). I paesi dove questo disagio è minore se non contenuto sono invece Mongiuffi Melia (3%), Limina (3,6%) e Roccafiorita (4%). Anche nel contesto diocesano chi ha meno di 18 anni è diventato il più esposto alla povertà assoluta: secondo i dati Istat del 2011, i giovani considerati poveri sono 1.537 a Taormina e 1.313 a Giardini Naxos, i centri più importanti della zona. 

“La povertà non è solo mancanza di reddito o di lavoro: è isolamento, fragilità, paura del futuro – spiega padre Nino Basile, direttore della Caritas diocesana – il Report è stato redatto avendo negli occhi il volto dei minori delle periferie difficili e complesse del nostro territorio, dei disoccupati, soprattutto quelli ultraquarantenni privati della dignità di lavoratori, delle donne schiacciate tra le difficoltà occupazionali e il lavoro in famiglia”. Si conferma dunque la necessità di attivare le parrocchie per attrezzarsi non solo con gli aiuti alimentari (Banco Alimentare o raccolta viveri), ma mettendo in campo azioni di comunità per sensibilizzare le amministrazioni comunali ad andare incontro alle nuove esigenze, riducendo la pressione fiscale e incrementando servizi di aiuto e supporto sociale per le persone più vulnerabili, senza trascurare la popolazione giovanile, oggi ancora più esposta al dramma di vedersi precluso il futuro. Servono in tal senso ancora una volta sforzi adeguati che creino occasioni di crescita umana e professionale per i più giovani, favoriscano l’accesso all’informazione per tutti sulle opportunità offerte dal mercato del lavoro, sia pure assai contenute nel nostro territorio, mettano insieme le risorse del territorio dentro percorsi progettuali di lungo respiro.


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