Giovedì 18 Aprile 2024
Dopo la variante manca il parere della Regione. A farne le spese la popolazione scolastica


Nuovo liceo di Santa Teresa, tra errori e burocrazia dopo due anni cantiere fermo al palo

di Andrea Rifatto | 28/11/2022 | ATTUALITÀ

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Finora è stato costruito solo il piano terra

Un cantiere chiuso da mesi e nessuna certezza sui tempi di riapertura. Non sono partiti sotto i migliori auspici i lavori di costruzione del nuovo Liceo Scientifico di Santa Teresa di Riva, avviati a novembre 2020 dall’impresa “Urania Costruzioni” di Messina grazie al finanziamento da 6,3 milioni di euro del Ministero della Pubblica Istruzione. Già condizionate dalla pandemia e sospese per oltre tre mesi ad inizio 2021, le opere sono attualmente ferme, dopo la costruzione delle fondazioni e dei pilastri del piano terra, in attesa dell’approvazione di una variante da parte della Regione. Il via libera al documento da parte della Città metropolitana è arrivato il 29 agosto e l’incartamento è stato inviato all’Assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, che deve esprimersi con il parere di competenza per verificare che la variante non modifichi gli elementi essenziali del contratto e sia attuabile nel rispetto del codice degli appalti. L’ex Provincia attende il visto per poter ripartire con i lavori e non ha al momento tempi certi sulla riapertura del cantiere. Il rischio, però, è che per avere l’approvazione della perizia sia necessario attendere anche sei mesi, come accaduto per la scuola “Felice Muscolino” a Santa Teresa di Riva (ma i lavori non si sono mai fermati) e dunque se dovessero essere questi i tempi non è escluso che si arrivi all’inizio della primavera con il cantiere ancora fermo. Ai 540 giorni previsti nel cronoprogramma iniziale per completare i lavori, ad agosto ne sono stati aggiunti altri 395, pari a 13 mesi: dunque la realizzazione del nuovo edificio scolastico potrebbe giungere al termine tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. E a pagare le spese di questo ritardo sarà la popolazione scolastica.

Un ritardo causato anche da un progetto concepito non nel migliore dei modi, oltre alla pandemia e alla guerra in Ucraina: dalla perizia di variante, richiesta dal direttore dei lavori il 24 giugno 2021, emerge infatti un “mancato allineamento di dettaglio, seppur con il parere positivo del Genio civile, tra gli elaborati architettonici e gli esecutivi delle carpenterie e gli elaborati del calcolo statico delle strutture, in particolare nelle fondazioni e nei giunti tra i corpi di fabbrica dell’edificio”, tanto che dopo un confronto con il collaudatore statico è stato necessario rielaborare i calcoli. Solo a lavori iniziati, poi, si è scoperto che “l’edificio avrebbe avuto un elevato dispendio energetico e una grossa quantità di emissioni” e dunque oltre all’adeguamento alla normativa si sono sviluppate nuove soluzioni per il miglioramento della funzionalità del fabbricato, soprattutto in tema di risparmio energetico, con l’obiettivo di “uno sviluppo sostenibile dell’immobile, rivedendo alcune scelte progettuali per renderlo ad elevata efficienza e ridurre il suo fabbisogno energetico”. Evidentemente nessuno ci aveva pensato prima a progettare un edificio ad emissioni zero (o quasi). La variante prevede un incremento dei lavori per 68mila 076 euro e il nuovo importo è di 3 milioni 595mila 220 euro, oltre 1 milione 409mila 138 euro per somme a disposizione, per un totale di 5 milioni 004mila 358 euro.


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