Martedì 18 Giugno 2024
Ammessa l'istanza cautelare del Comune sulla revoca del finanziamento regionale


Nizza, il Cga accoglie il ricorso per Palazzo Interdonato: sospesa la sentenza del Tar

di Andrea Rifatto | 03/02/2022 | ATTUALITÀ

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Palazzo Interdonato sul corso Umberto I

Nuovo verdetto, questa volta favorevole al Comune, nella vicenda della revoca del finanziamento concesso nel 2012 dalla Regione a Nizza di Sicilia per il restauro e la ristrutturazione edilizia di Palazzo Interdonato, allo scopo di destinarlo ad attività assistenziali. Il Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo ha accolto ieri l’istanza cautelare di appello presentata dall’Amministrazione comunale contro la sentenza di primo grado emessa dal Tar di Catania, che lo scorso giugno ha rigettato il ricorso contro l’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, il Dipartimento regionale programmazione, la Presidenza della Regione e l’Ufficio speciale Autorità di audit dei programmi coofinanziati dalla Commissione europea. I giudici del Cga, con un’ordinanza pubblicata oggi, hanno ritenuto che “nel bilanciamento fra i contrapposti interessi, sussistono profili di periculum in mora in ragione del pregiudizio che patirebbe il Comune dall’esecuzione dell’impugnato provvedimento di revoca del finanziamento concessogli dalla Regione siciliana” e quindi hanno deciso di accogliere l’istanza cautelare del Comune, difeso dall'avvocato Nunziato Antonio Medina, e sospendere l'esecutività della sentenza del Tar, fissando l’udienza di merito per il prossimo 6 luglio. Il contenzioso tra il Comune di Nizza e la Regione verte sul contributo da 357mila 400 euro concesso otto anni fa all’Ente, che aveva presentato istanza tramite il Pist 17 ottenendo i fondi a valere sul Po Fesr 2007-2013 Asse VI Sviluppo urbano sostenibile: l’Assessorato ha chiesto però l’immediata restituzione dei 330mila euro già erogati a titolo di anticipazione, mentre per i restanti 27mila è stata avviata la procedura di disimpegno dal bilancio regionale, contestando il mancato completamento dell’operazione entro il 31 gennaio 2017, termine ultimo fissato per avviare le attività finanziate con i fondi comunitari: a quella data, invece, secondo gli uffici palermitani, la struttura situata sul corso Umberto I non era “né funzionante né posta in uso né fruibile dai destinatari”. Secondo il Tar “l’Amministrazione regionale ha disposto la revoca perché ha riscontrato un inadempimento degli obblighi assunti dal Comune beneficiario dopo la concessione del finanziamento”, ma adesso il Cga ha deciso di approfondire la vicenda nel merito bloccando per il momento l’esecutività della sentenza.


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