Giovedì 11 Agosto 2022
Andrà agli studenti meritevoli dell'Università frequentata dalla giovane uccisa a Furci


Nasce la borsa di studio "Lorena Quaranta": l'Ars vicina alle vittime di femminicidio

di Andrea Rifatto | 06/08/2022 | ATTUALITÀ

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Lorena Quaranta ha ricevuto la laurea dall'Unime

Continuerà a risuonare nelle aule dell’Università di Messina il nome di Lorena Quaranta, la giovane di Favara uccisa il 31 marzo del 2020 a Furci Siculo dal fidanzato, condannato poche settimane fa all’ergastolo. L’Assemblea regionale siciliana ha infatti approvato all’unanimità un emendamento alle variazioni di bilancio, tramite cui è stata istituita una borsa di studio di 5mila euro in memoria della 27enne, da assegnare a studenti meritevoli con l’obiettivo di sostenere la formazione di giovani futuri medici alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo peloritano. Quella stessa facoltà che Lorena frequentava e dove si sarebbe laureata pochi mesi dopo, tanto che quel maledetto giorno in cui ha trovato la morte aveva già iniziato la stesura della tesi ed era ormai prossima a concludere gli studi, sognando di indossare il camice da ginecologa. Laurea che l’Università le ha assegnato il 20 ottobre di due anni fa, proclamandola dottoressa in Medicina e Chirurgia con la votazione di 110 e lode e consegnando la pergamena alla famiglia, nel corso di una toccante cerimonia. “È un ottimo segnale da parte di quest’Assemblea nei confronti di un problema dalle dimensioni preoccupanti - ha commentato il deputato del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro, uno dei proponenti - e un doveroso omaggio alla memoria di una promettente studentessa”. Per la deputata Giusi Savarino (Diventerà Bellissima) “nell’aula in cui seguiva le lezioni che l’avrebbero condotta al traguardo della laurea in Medicina la sedia di Lorena è vuota e proviamo a riempire il vuoto incolmabile che la sua morte ha portato con sé, dedicandole un pensiero. Pur nella sua assenza, il posto di Lorena è lì, accanto ai suoi colleghi, lungo quei corridoi e in quelle aule, a vivere la vita e i sogni sul futuro che qualcuno le ha strappato via”.


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