Mercoledì 24 Luglio 2024
L'Ente rischia di dover pagare 1 milione di euro in caso di sconfitta nel ricorso


Metano, il caso Iva fa tremare i Comuni: Furci diffida FinConsorzio per evitare il default

di Andrea Rifatto | 07/03/2021 | ATTUALITÀ

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La vicenda mette a rischio le casse comunali

Continua a far “tremare” le amministrazioni comunali dei 12 centri jonici coinvolti la vicenda del mancato pagamento dell’Iva sui lavori di metanizzazione effettuati dalla società Fin Consorzio nei comuni del Bacino Sicilia Jonico-Peloritano. Mentre sono in fase di discussione i ricorsi presentati davanti la Commissione tributaria provinciale contro gli avvisi di accertamento notificati dall’Agenzia delle Entrate di Messina, c’è chi inizia a studiare le misure per tutelarsi qualora le cose dovessero andare per il peggio e venisse stabilito che dovranno essere i Comuni a pagare all’Erario quegli importi mai versati negli anni scorsi per l’imposta sul valore aggiunto. L’Amministrazione di Furci Siculo ha quindi deciso di diffidare e mettere in mora la Fin Consorzio, con riserva di azione di rivalsa, e ha affidato l’incarico di procedere all’avvocato Gianfilippo Ceccio, nominato legale del Comune a titolo gratuito visto che difende già l’Ente nel ricorso tributario in virtù dell’incarico ricevuto a dicembre, per una spesa di 9mila 613 euro, dopo la notifica dell’avviso di accertamento avvenuta il 26 novembre. In caso di soccombenza nel giudizio instaurato davanti la Commissione tributaria, si creerebbe un grave pregiudizio per il Comune di Furci, che rischierebbe di andare in dissesto visto che dovrebbe sborsare poco più di un milione di euro, esattamente 1 milione 095mila 007 di euro, di cui 476mila 406 euro per il mancato pagamento dell’Iva, 556mila 598 euro per sanzioni e 70mila 994 euro per interessi. La Fin Consorzio ha emesso fatture al Comune di Furci per un totale di 4 milioni 272mila 799 euro escludendo l’Iva e solo successivamente, dopo il parere dell’Agenzia delle Entrate, ha emesso le note di debito per la sola imposta. Una vicenda che rischia di mettere in difficoltà finanziare parecchi comuni jonici.


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