Martedì 26 Maggio 2020
Indagine Istat: saldo positivo a Giardini, S. Teresa di Riva, Nizza e sulla zona tirrenica


Messina e provincia, un territorio che si spopola: persi 15mila abitanti in dieci anni

di Andrea Rifatto | 25/08/2016 | ATTUALITÀ

4022 Lettori unici | Commenti 4

Veduta di Roccafiorita, uno dei centri colpiti dallo spopolamento

Un territorio che continua a spopolarsi e che riesce a mantenere la decrescita della popolazione entro certi limiti solo grazie all’aumento degli immigrati. È il quadro relativo alla provincia di Messina disegnato dall’Istat nell’indagine “La Sicilia, un territorio che cambia”, che fotografa i mutamenti della popolazione in termini di consistenza e di dinamica, di natalità e mortalità e di flussi migratori. L’area peloritana, pur essendo la maggiore attrattiva turistica della Sicilia, non vede arrestarsi il flusso verso l’estero di persone in cerca di lavoro e lo spopolamento soprattutto dei centri montani. L’analisi prende in considerazione il decennio tra il 2004 e il 2013 e riporta, per un’iniziale decrescita della popolazione fino al 2006, un aumento nel biennio seguente e una nuova tendenziale diminuzione nell’ultimo periodo, fino a raggiungere i 648.371 abitanti (di cui 27.600 stranieri) nel 2013, rispetto ai 657mila del 2004. Complessivamente gli iscritti in anagrafe mostrano una flessione del -1,4%, che sarebbe risultata ancora più marcata se non fosse stata in larga misura compensata dal continuo aumento degli immigrati di altra nazionalità, numericamente più che raddoppiato (da 11.948 a 27.600). Nel 2013, in merito alla componente migratoria, si osservano 13.398 iscrizioni anagrafiche complessive contro 11.583 cancellazioni: di conseguenza si registra un saldo migratorio (differenza tra il numero di immigrati e quello di emigrati) inferiore allo zero a Messina, Scaletta Zanclea, Saponara, Pace del Mela, Villafranca Tirrena e Santa Lucia del Mela. Di contro, tra i comuni che mostrano saldi migratori positivi vi sono Giardini Naxos, Santa Teresa di Riva, Nizza di Sicilia, San Filippo del Mela, Milazzo,  Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore e Lipari.

Secondo l’Istat, le relazioni e le dipendenze reciproche tra le dinamiche migratorie, le possibilità occupazionali offerte e la presenza di dinamicità economica sul territorio si ripercuotono sul tasso di natalità che mostra, nello stesso periodo, una tendenziale riduzione a cui si contrappone un trend generalmente crescente del tasso di mortalità. Anche nei due anni successivi rispetto al report, i trend evidenziati sembrano confermati. A fine 2015 sono infatti poco più di 641mila i residenti in provincia di Messina. Dei 108 comuni, 23 non raggiungono la soglia dei mille abitanti: tra questi il “primato” va a Gallodoro e Roccafiorita, rispettivamente con 368 e 197 residenti.


COMMENTI

Giovanni | il 25/08/2016 alle 14:41:16

Paghiamo amministrazioni comunali per comuni più piccoli di condomini

Giuseppe | il 25/08/2016 alle 19:32:19

Signor Giovanni , lei parla ma non sa nemmeno i costi di un amministrazione dei comuni più piccoli, un consigliere comunale guadagna in 1 anno circa 160 euro , invece un consigliere di Messina oltre 1200 euro al mese cioè 1 anno oltre 14000 euro al mese , e il lavoro nemmeno si può paragonare, un amministratore di un piccolo comune fa volontariato anche la notte se si rompe un tubo dell acqua, a Messina invece se va bene va sul giornale che truffano soldi con presenze fantasma

Giovanni | il 26/08/2016 alle 23:24:12

La giunta e gli uffici sono ben pagati (non 160€) fatto sta che paesini "condomini" sotto 500/1000 abitanti, non hanno senso di esistere con l'apparato burocratico di oggi; sono favorevole ad accorpamenti fra comunità montane/collinari con forme di unioni di comuni, e chi parla di identità storiche tipiche da salvaguardare direi bene di spiegarmi in cosa consistono queste tipicità e per cosa alcuni paesi si diversificherebbero da altri perché tranne qualche singolo paese tipo Savoca, Forza d'Agró nelle nostre zone, gli altri sono tutti identici paesi accomunati dalla radice contadina (radice nobile e laboriosa) ma purtroppo destinati tristemente all'oblio generazionale causa carenza infrastrutturale e di servizi

Fabrizio | il 28/08/2016 alle 12:24:51

Magari i costi fossero solo gli amministratori..... Scuole pluriclasse (basterebbe uno scuolabus), dipendenti, gestione, amministrazione, consulenze, servizi (che potrebbero essere accorpati).... insomma andiamo a vedere i bilanci.... con entrate e uscite..... Cosa è quanto entra da parte dei residenti???

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