Sabato 27 Novembre 2021
La Regione ordina la restituzione del finanziamento per violazione delle norme


Mazzata sul Comune di Sant’Alessio Siculo, revocato un milione di euro per il Cst Messenia

di Andrea Rifatto | 07/11/2020 | ATTUALITÀ

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Sant'Alessio è capofila del Cst

Era una decisione nell’aria ormai da mesi, adesso è stata messa ufficialmente nera su bianco. Una brutta mazzata colpisce il Comune di Sant’Alessio, che si vede revocare dalla Regione il finanziamento da 995mila euro concesso nel 2013 per creare il “Centro Servizi Territoriali Messenia”, struttura per lo sviluppo del governo elettronico costituita nel 2010 da 39 comuni della provincia. L’Autorità regionale per l’Innovazione tecnologica dell’Assessorato dell’Economia, confermando le gravi anomalie segnalate già da oltre un anno, ha infatti firmato il decreto di revoca all’Ente alessese, capofila del Pist 17 “Peloritani Terre dei Miti e della bellezza Area Ionico-Alcantara” per il progetto di “Acquisizione di beni e servizi finalizzati all’e-inclusion e sviluppo di forme associative di servizi di e-governement”. Una decisione che si è concretizzata con la notifica in municipio del provvedimento firmato dal dirigente generale Vincenzo Falgares, contro il quale l’Amministrazione comunale del sindaco Giovanni Foti proporrà adesso azione legale tentando di recuperare quanto perduto: a tale scopo è già stato affidato l’incarico all’avvocato Alessandro Dini di Messina, che ha seguito il Comune nella fase iniziale, stanziando 12mila 800 euro. Il Comune aveva chiesto a maggio l’archiviazione del procedimento di revoca avviato a dicembre e il contestuale esperimento di tentativo per la risoluzione in via amministrativa della controversia. La Regione, però, ha confermato tutte le anomalie riscontrate anche dall’Autorità nazionale Anticorruzione e dalla Corte dei conti, che hanno rilevato violazioni di legge nell’aggiudicazione della gara d’appalto da 778mila 689 euro assegnata nel 2014 al concessionario Consorzio Stabile Nexus di Avola, unico partecipante. Nonostante le gravi irregolarità emerse, il Comune di Sant’Alessio un anno fa ha comunque disposto il rinnovo/proroga del contratto di concessione del dicembre 2014 sino al 31 dicembre 2020, “richiamando a fondamento del provvedimento adottato la nota del Ucisir –Servizio 4° Progetti e servizi centralizzati, E-gov e Open-gov, con la quale è stato invero comunicato esclusivamente l’avvio dei controlli in loco e della verifica della stabilità dell’operazione”: la Giunta guidata dal sindaco Giovanni Foti ha ritenuto di dove continuare “per evitare interruzioni o alterazioni nella fornitura del servizio tali da pregiudicare il finanziamento”, vietando però la riscossione tributi fin qui svolta in sette Comuni catanesi che aderirono successivamente, secondo l’Anac effettuata violando del bando. Secondo l’Amministrazione Foti con il Consorzio Nexus in quanto “il finanziamento di cui si minaccia la revoca è stato integralmente erogato e utilizzato per i servizi previsti” e “le ragioni di avvio della revoca non appaiono sufficientemente suffragate e intervengono a distanza di oltre cinque anni”, considerando anche che “la Regione ha raccomandato di garantire per cinque anni il frutto del finanziamento”.

“Le deduzioni non sono tali da superare le gravi irregolarità contestate - scrive l’Assessorato nel decreto di revoca del finanziamento - il Comune è venuto meno agli obblighi assunti per garantire il rispetto della normativa regionale, nazionale e comunitaria vigente e le irregolarità costituiscono una violazione delle norme in materia di appalti pubblici”. Diverse le irregolarità contestate, tra cui “la mancata esatta determinazione dell’oggetto e del valore della concessione che non ha consentito un’informativa puntuale e trasparente in ordine al valore complessivo dei servizi da erogare, ha pregiudicato ‘ex se’ il confronto concorrenziale, non consentendo ai possibili operatori economici una corretta valutazione dei termini e delle condizioni, in primis di effettiva convenienza economica (rapportata solo al corrispettivo per le prestazioni da effettuare in favore del Cts), della gestione dei servizi oggetto del contratto”; un’altra anomalia riguarda la posizione di conflitto di interesse di Andrea Ceccio, commercialista di Roccalumera, nominato nel giugno 2008 dal sindaco Foti delegato per le attività del Cst come dirigente esterno a contratto (senza compenso): ”Le deduzioni avverso il contestato conflitto di interessi non valgono a superare le contestazioni già formalizzate da questa Amministrazione - scrive la Regione - risultano innegabile la contestualità degli incarichi del dott. Ceccio, in fase di procedimento di gara, di delegato del Cst con la qualifica di dirigente esterno a contratto e di amministratore delegato del Consorzio Stabile Nexus; a ciò si aggiunge, come riconosciuto nella stessa memoria endoprocedimentale e a comprova della situazione di conflitto di interessi contestata, che successivamente all’espletamento della gara il dott. Ceccio ‘è stato individuato dal concessionario privato quale project manager’. Inoltre “la circostanza, invero infondata, che il capitolato prevedesse solo la possibilità di proporre l’espletamento di servizi aggiuntivi di riscossione dei tributi non vale a superare le censure di assoluta estraneità di detti servizi, ancorché eventuali, rispetto all’oggetto del progetto specificamente finanziato. Né pare condivisibile la tesi secondo cui il valore di detti servizi, ancorché aggiuntivi – e salvo che gli stessi non siano offerti gratuitamente o con remunerazione ricompresa nei costi dei servizi “base” della concessione, circostanza quest’ultima suscettibile però di incidere sulla stessa ammissibilità a finanziamento di questi ultimi – non incida sul valore complessivo della stessa concessione”. Tutte violazioni che hanno portato alla revoca del 100% del contributo concesso, contro cui adesso il Comune è intenzionato a dare battaglia legale, che rischia di ricadere sui cittadini qualora l'Ente dovesse restituire l'intero importo.

Più informazioni: cst messenia  


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