Martedì 05 Luglio 2022
Opere affidate grazie al finanziamento da 1,5 milioni assegnato dalla Regione


Mandanici, appaltati i lavori per consolidare la zona a monte del paese da anni a rischio

di Andrea Rifatto | 27/05/2022 | ATTUALITÀ

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La zone che verrà consolidata

Era dal 2009 che il Comune di Mandanici sollecitava alla Protezione civile e alla Regione un intervento che mettesse in sicurezza l'intero quartiere Rocca-Carasà, investito regolarmente dai fiumi di fango provocati dalle alluvioni e minacciato dal sovrastante muraglione della circonvallazione che le infiltrazioni d'acqua hanno reso via via sempre più instabile. A raccogliere quel grido d'allarme lungo un decennio è stato il governo guidato da Nello Musumeci, che attraverso l'Ufficio contro il dissesto idrogeologico, di cui il presidente della Regione è commissario, ha messo in moto tutte le procedure necessarie per porre fine ai potenziali pericoli. Da Palazzo Orleans è stato prima disposto un finanziamento di 1 milione 580 mila euro, tramite il Patto per il Sud, per i lavori di consolidamento e mitigazione del rischio idrogeologico del centro abitato nel quartiere Rocca Carasà e della circonvallazione a monte e adesso la Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce ha appaltato i lavori. L’appalto era stato fissato per l’importo di 1 milione 076mila 733 per lavori e 48mila 409 euro per oneri di sicurezza e hanno presentato offerta 142 imprese, 139 delle quali ammesse alla gara: la proposta migliore è stata quella della ditta “Damar Costruzioni Srl” di Marineo (Palermo) che ha offerto un ribasso del 30,8599% per l’importo di 792mila 864 euro, di cui 744mila 454 euro per lavori e 48mila 409 per oneri di sicurezza.

L'area sulla quale intervenire riguarda sia la parte superiore che quella inferiore del costone attraversato dalla circonvallazione, denominata “strada di collegamento Rocca-Carasà” proprio perché unisce i due livelli dello stesso quartiere. Il progetto esecutivo è stato redatto dall’architetto Natale Coppolino dell’Ufficio tecnico comunale e prevede tre aree e tipologie di intervento. L’opera a protezione della strada è costituita in particolare dalla realizzazione di un’opera di contenimento costituita da una serie di 14 contrafforti, un cordolo di testa in cemento armato, tiranti di ancoraggio in testa collegati ciascuno ad un palo trivellato posto al margine interno dello strada, pali trivellati di collegamento della piastra di fondazione e tiranti di ancoraggio ad un altezza di circa 2.50 metri e al termine sarà rifatto l'intero manto stradale. Nella zona a monte e lungo il vallone Carasà saranno collocate delle briglie a pettine all’inizio e alla fine dell’impluvio, per impedire che nuovi detriti possano scivolare lungo il pendio e raggiungere la strada e le abitazioni sottostanti, e delle gabbionate fino a confluire nella vasca di calma e di laminazione a valle. Per arrestare l'azione di dilavamento, impetuosa anche a causa dell'assenza di un'adeguata vegetazione, sarà realizzato un sistema di convogliamento delle acque piovane che dalla circonvallazione permette il deflusso delle acque sino al cunettone esistente nella via Cesare Battisti. Ad esso si affiancherà una nuova condotta da realizzare lungo la circonvallazione fino alla Sp 25 fino ad intercettare il tombino esistente.


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