Giovedì 25 Febbraio 2021
Cinque cittadini, dopo la sentenza del giudice civile, hanno riaperto il caso al Tar


Letojanni, un terreno occupato dal Comune fa nascere un nuovo contenzioso dopo 16 anni

di Andrea Rifatto | 15/12/2020 | ATTUALITÀ

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Gli atti sono giunti in municipio nelle scorse settimane

Si va verso un nuovo contenzioso tra alcuni privati cittadini e il Comune di Letojanni, per una vicenda risalente a ben 16 anni fa che sembrava dimenticata ma che invece non si è mai chiusa. In municipio è infatti arrivato un ricorso di opposizione contro un decreto decisorio emesso a settembre dal Tar di Catania, con il quale è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso presentato da cinque cittadini contro l’Ente. L’Amministrazione comunale si è dunque vista costretta a costituirsi in giudizio con il proprio difensore che segue il caso dall’inizio, l’avvocato Giuseppe Fortino, stanziando 8mila 762 euro per il conferimento dell’incarico. La vicenda nasce nel 2004 quando due cittadini, nella qualità di eredi dell’interessato, citano il Comune di Letojanni davanti al Tribunale di Messina contestando l’occupazione abusiva di un terreno di loro proprietà: la vicenda va avanti per ben undici anni e nel 2015 arriva una sentenza con la quale il giudice, in accoglimento delleccezione sollevata dall’avv. Fortino per conto dell’Ente letojannese, dichiara il difetto giurisdizionale del tribunale ordinario. Nel frattempo entrambi i cittadini muoiono e gli eredi, Gelsena Panzalorto, Filippo Melita, Maria Melita, Paolo Melita e Carmelo Intelisano, difesi dall’avvocato Giuseppe Biondo, nel 2016 presentano ricorso al Tar di Catania per la riassunzione del procedimento originariamente iscritto al Tribunale civile di Messina e chiedono la condanna del Comune al risarcimento del danno derivante dall’occupazione illegittima degli immobili. Il ricorso rimane però nel “limbo” fin quando lo scorso giugno, “con apposita comunicazione di cortesia in vista della preparazione dei ruoli per le udienze pubbliche del 2021”, il Tar chiede all’avvocato Biondo di rappresentare entro 60 giorni giorni se vi sia ancora interesse alla definizione del giudizio, con lavvertenza che, in caso contrario, sarebbe stata dichiarata limprocedibilità del ricorso. Ed è ciò che è avvenuto, visto che dal legale dei cinque ricorrenti non è giunta nessuna comunicazione. Successivamente, però, lo stesso avvocato ha presentato ricorso in opposizione al decreto decisorio sull’improcedibilità e dunque adesso si aprirà la lite davanti ai giudici amministrativi, che costringerà il Comune a sborsare altre somme, quantomeno per le spese legali.


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