Giovedì 25 Luglio 2024
Dal degrado all'antico splendore. La storia del militare morto a soli 35 anni


Letojanni, restaurata la tomba del tenente Ottorino Biondo, ucciso in Libia dai compagni

di Andrea Rifatto | 29/10/2020 | ATTUALITÀ

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La tomba del tenente Biondo

Era da molti anni in uno stato di degrado, danneggiata dagli agenti atmosferici tanto che non si riusciva più a leggere l’epigrafe con i dati e la corona bronzea di alloro era ormai rovinata. Uno stato di incuria che certamente non meritava di permanere ancora a lungo quello esistente sulla tomba del tenente Ottorino Biondo, nato a Letojanni il 10 ottobre del 1900 e morto in Tripolitania, nella Libia italiana, il 27 dicembre del 1935. Così nelle scorse settimane l’Amministrazione comunale ha deciso di provvedere al restauro del mausoleo affinché potesse recuperare il pregio che aveva originariamente e la Giunta guidata dal sindaco Alessandro Costa ha stanziato le somme per procedere con i lavori, perchè il comune di Letojanni - ha spiegato - è orgoglioso di aver dato i natali al tenente Ottorino Biondo, personaggio così illustre, e vuole continuare a mantenerne viva la sua memoria per non comprometterne i valori storici e morali che rappresenta”. L’intervento di restauro della tomba e della corona bronzea è stato quindi ritenuto “un dovere ai fini della conservazione delle opere”. I lavori sono stati affidati alla ditta “Lo Monaco Rosario” di Letojanni, per una spesa di 3mila 800 euro, che ha provveduto a posare nuove lastre di marmo sulla sepoltura del militare, morto a soli 35 anni, con il rifacimento delle epigrafi e il restauro della corona di bronzo, ridando così lustro al monumento. “La ristrutturazione della tomba del tenente Ottorino Biondo rappresenta per me e per l'Amministrazione guidata dal sindaco Costa motivo di grande soddisfazione - commenta il consigliere Emanuele Savoca, che ha seguito l’iter di restauro - è un risultato particolarmente significativo per la comunità letojannese tutta, soprattutto per il valore che riveste il suo messaggio per le giovani generazioni. Considerati gli scenari di tensione e i drammatici conflitti presenti nelle vari parti del mondo, questo piccolo gesto vuole lanciare un messaggio forte di pace e di convivenza fra i popoli. La testimonianza della morte eroica del tenente Biondo, che ha scosso e segnato la nostra comunità, si pone nel ricordo di tutti i popoli che si sono combattuti in una delle più terribili guerre e nella consapevolezza che dagli errori del passato si deve trarre insegnamento: le guerre generano morti e sofferenze. Sempre. Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”.

Il tenente Ottorino Biondo apparteneva al Primo Gruppo Sahariano del Regio Corpo Truppe Coloniali della Tripolitania, corpo coloniale del Regio Esercito italiano impegnato nella Libia italiana: quel 27 dicembre del 1935 fu ucciso nel sonno a scopo di rapina da tre gregari del suo reparto, che ne occultarono poi il cadavere. La sua morte portò nel 1936 allo scioglimento del Primo Gruppo Sahariano e nel 1937 l’insegna del reparto venne sciolta su sentenza della Corte d’appello di Tripoli, che condannò a morte con la fucilazione i tre colpevoli dell’omicidio, giustiziati al km 72 della strada Nalut-Sinauen, dove esiste un cippo commemorativo eretto in memoria del tenente Biondo. Oggi il nome di Ottorino Biondo è ricordato a Letojanni dalla scuola a lui intitolata e dall’annessa arena. Sulla tomba del militare letojannese sono impresse due epigrafi: “Col sangue generoso come la tua terra, segnasti l’orma sulla via imperiale della patria”, e “il sorriso d’una bella giovinezza illuminava ancora la sua vita, che fece conoscere a tutti il dono di una silenziosa bontà e per lui la gloria eterna dei soldati e dei pionieri caduti nell’assolvere la promessa. La preghiera nella fede di quanti sapranno congiungersi alla sua anima eletta per la purezza del sacrificio”.


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