Venerdì 23 Febbraio 2024
Inaugurata la scultura di acciaio inox commissionata dal Comune all'artista Nino Ucchino


Letojanni, ecco il mezzo busto di "Janni", il cavallo che diede il nome al paese - FOTO

di Redazione | 14/07/2022 | ATTUALITÀ

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La cerimonia di inaugurazione

Secondo la leggenda il nome del paese sarebbe nato proprio da quell’episodio e per rievocare quel racconto l’Amministrazione comunale ha voluto installare un’opera d’arte, affinché cittadini e turisti possano conoscere le origini della località. Così a Letojanni svetta adesso il mezzo busto di “Janni, il cavallo più bello del mondo”, scultura in acciaio inox realizzata dal maestro Nino Ucchino, posizionata sul muretto del lungomare all’altezza di piazza Cagli, che raffigura un cavallo affiorante dalle acque, posto su un blocco di cemento. Alla base è stata apposta una targa che racconta quell’episodio con un testo di Enrico Scandurra. La cerimonia di inaugurazione, con il taglio del nastro, si è tenuta martedì sera alla presenza dell’artista, dell’Amministrazione comunale con in testa il sindaco Alessandro Costa, del critico d’arte Filippo De Luca, di residenti e vacanzieri incuriositi dall’installazione. Il primo cittadino ha manifestato grande soddisfazione per avere incrementato il patrimonio artistico di Letojanni con un’opera che rappresenta il simbolo del paese, oltre che un’attrattiva per i turisti come ha evidenziato il consigliere comunale Emanuele Savoca, che ha seguito l’iter per la realizzazione e l’installazione della scultura. Ucchino ha illustrato la particolare tecnica usata per realizzare la sua ultima fatica, spiegando anche le difficoltà di lavorare l’acciaio e dicendosi felice di lasciare una testimonianza anche a Letojanni. La leggenda racconta che un nobile in sella al suo fidato cavallo, giunto sulle sponde del torrente Leto, in quel momento in piena, decise di guadare ugualmente il corso d’acqua nonostante le condizioni sfavorevoli, ma il torrente travolse il quadrupede, risparmiando il suo padrone: quest’ultimo, addolorato per la perdita dell’animale, si abbandonò a quell’espressione rimasta emblematica: “Oh Leto, Leto perché hai rubato il mio Janni?”. Da qui sarebbe nato il toponimo Letojanni.



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