Venerdì 14 Agosto 2020
La Regione ha ordinato la restituzione delle somme concesse nel 2011


"Lavori mai eseguiti sulla Sp Furci-Artale": revocato un finanziamento europeo

di Andrea Rifatto | 20/10/2016 | ATTUALITÀ

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La Provinciale Furci-Artale

“La Provincia di Messina e la Regione Sicilia crescono con l’Europa”. È lo slogan affisso ancora oggi all’inizio della strada provinciale Furci-Artale, i cui lavori di sistemazione e messa in sicurezza sono stati finanziati nel 2011 dalla Regione grazie ai fondi comunitari Po-Fesr 2007-2013, linea d’Intervento 1.1.4.1, destinati alla riqualificazione delle rete viaria secondaria attraverso piani provinciali. Dall’assessorato delle Infrastrutture arrivarono 155mila 411 euro, per un intervento dal costo complessivo di 200mila euro tra lavori e somme a disposizione. Risorse che oggi, però, dovranno adesso tornare nelle casse della Regione, che con un provvedimento firmato dal dirigente del Dipartimento regionale Infratrutture, Mobilità e Trasporti, Fulvio Bellomo, ha revocato il decreto di finanziamento dopo aver riscontrato irregolarità nell’esecuzione delle opere, chiedendo la restituzione di 115mila 054 euro. Secondo quanto accertato sui luoghi nell’aprile 2014 dai funzionari dell'Autorità di Audit dei Programmi cofinanziati dalla Commissione europea, “l'intervento realizzato non presenta particolari aspetti migliorativi delle condizioni di accessibilità delle aree interne e funzionali agli interventi programmati ed in corso di attuazione per lo sviluppo locale e per le aree produttive, come richiesto dal documento dei requisiti di ammissibilità e criteri di selezione, e soprattutto non presenta alcuna caratteristica di riduzione della incidentalità. In sede di verifica in loco, infatti, è stato appurato per l'intero percorso di 6,5 Km il fondo stradale, per la gran parte, è sterrato, i cigli della strada non presentano protezioni, il percorso è sprovvisto di qualunque segnaletica stradale orizzontale e verticale e la strada non consente per la maggior parte del percorso il transito contemporaneo di due mezzi in senso di marcia opposto”. Lavori, in particolare le barriere di sicurezza e la segnaletica orizzontale e verticale, che erano previsti nel progetto e che avevano consentito in fase di valutazione di giudicare ammissibile l’istanza di finanziamento, ma che erano stati eliminati dopo la redazione di una variante su cui la Regione aveva mosso dei rilievi, ricevendo dalla Città metropolitana rassicurazioni sulla loro esecuzione dei lcon interventi futuri. In sede di finanziamento, tra l’altro, non era stato evidenziato che la strada fosse sterrata poiché il progetto presentato dalla Città metropolitana di Messina, redatto per il superamento delle criticità presenti sulla strada esistente, prevedeva, oltre al ripristino di pavimentazione stradale, anche la segnaletica, le barriere di protezione e l'allargamento della sede stradale ove ritenuto necessario dal progettista.

Nel rapporto definitivo del 30 ottobre 2014 i funzionari europei, dunque, hanno specificato che l'intervento non è conforme ai criteri di selezione ed ammissibilità della Linea d'intervento 1.1.4.1 del Po Fesr, nonché l'inammissibilità della perizia di variante, ritenendo l'importo rendicontato come spesa inammissibile da decertificare. Rapporto che la città metropolitana non ha mai contestato. In virtù della revoca, dunque, la Città metropolitana di Messina dovrà restituire 115mila 054 euro, tenendo conto di un’economia di spesa di 40mila 457 euro. L’Ente avrà comunque la facoltà di presentare ricorso al Tar entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del sulla Gurs oppure ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana entro 120 giorni.


COMMENTI

mamma mia | il 20/10/2016 alle 18:23:46

non ho parole

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