Giovedì 28 Maggio 2020
Fondi dalla Regione per far rivivere il monastero grazie ad un progetto... donato


La rinascita dell'abbazia d'Agrò: finanziati il museo e la riqualificazione esterna - FOTO

di Andrea Rifatto | 21/12/2019 | ATTUALITÀ

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Per l’abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, gioiello della vallata, bene storico e architettonico più importante del comprensorio ma anche dell’intera Sicilia, purtroppo ancora poco valorizzato, può essere davvero la svolta per farsi conoscere e apprezzare. L’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ha infatti erogato al Comune di Casalvecchio Siculo, nel cui territorio ricade la basilica, un finanziamento da 346mila 962 euro per il progetto “Conservazione del borgo medievale con annessa chiesa normanna di SS. Apostoli Pietro e Paolo con riqualificazione del verde e dei beni architettonici e storici”, erogato con i fondi Poc 2014/2020. Si tratta di un intervento su cui l’Amministrazione casalvetina, guidata dal sindaco Marco Saetti, puntava moltissimo per riqualificare l’area esterna all’abbazia e soprattutto ridare vita all’antico monastero, edificio adiacente ristrutturato anni fa ma mai utilizzato, dove sorgerà un museo immersivo secondo un’idea dell’architetto Ketty Tamà di Archeoclub Area Jonica donata al Comune. L’elaborato, redatto dall’Ufficio tecnico diretto dall’ing. Pietro Mifa, prevede una spesa di 206mila 793 per lavori e 140mila 169 di somme a disposizione e spetterà adesso al Comune affidare le opere, che dureranno circa quattro mesi. Dunque entro metà 2020 il progetto potrebbe vedere la luce.

“Un intervento molto importante – commenta soddisfatto il sindaco Saetti – procederemo con la riqualificazione dello slargo ai piedi dell’abbazia e della stradina laterale, la sistemazione di muretti, arredo urbano, panchine, fioriere, rete idrica, fognaria, raccolta acque piovane e illuminazione. Inoltre il finanziamento servirà per acquistare macchinari e attrezzature per il museo immersivo della basilica”. La proposta mira a far acquisire ai fruitori della consapevolezza storica, architettonica, culturale, paesaggistica e identitaria del complesso monastico e della basilica attraverso un’esperienza didattica, emozionale e immersiva. L’edificio del museo fa parte delle permanenze architettoniche del monastero, occupa l’angolo nord-est del complesso ed è l’unica parte acquisita al patrimonio dello Stato; le altre porzioni sono a tutt’oggi private, compreso ciò che rimane del giardino del chiostro, adibito ad orto privato.

Nell’immobile che ospiterà il museo immersivo sono previste al piano terra la sala “Storia della basilica e del monastero”, dove verrà raccontata la storia della Basilica dalla fondazione nel 1117 ai giorni nostri, con proiezione di immagini, una voce narratore e musica medioevale; la sala “Ore di preghiera-ore di lavoro” dove verrà raccontata la vita quotidiana dei monaci basiliani; caffetteria-bookshop e biglietteria-ufficio; al primo piano la sala “La biblioteca perduta” dove sarà raccontata la storia dell’antica biblioteca con una breve introduzione sulla realtà culturale della Real Biblioteca dell’Escorial di Madrid e del modo in cui i libri in formato digitale sono tornati in basilica: la sala “Lo scriptorium e i nove libri” dove verranno illustrati i nove libri con proiezione di immagini degli antichi testi, voce narrante e musica medievale; inoltre previstie spazi di consultazione e studio. “Archeoclub è felicissima – commenta il presidente Filippo Brianni – e ringrazia la socia Ketty Tamà per l'idea e l'impegno, il Comune e il Parco di Naxos per aver creduto e valorizzato questa iniziativa. Uno dei più importanti monasteri basiliani sta tornando pian piano a rivivere”.


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