Martedì 07 Febbraio 2023
Filippo Melita, originario di Limina, ha composto la colonna sonora di un film premiato


La musica "liminese" trionfa all'International Film Festival di Madrid

di Filippo Brianni | 23/08/2019 | ATTUALITÀ

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Filippo Melita con il regista Pino Pullella

È liminese la musica che innerva “Artificio di coscienza”, un cortometraggio dai tratti marcatamente siciliani che è tra i vincitori del recente International Film Festival di Madrid, riservato ad artisti emergent, dove ha ricevuto tre nomination e vinto il primo premio nella sezione "Best editing" (miglior montaggio). La colonna sonora è infatti di Filippo Melita, 39 anni, liminese doc trapiantato a Bologna, dove insegna musica, pur continuando a coltivare la sua passione per Limina e per le sue attività culturali. “Sono felice che in questo progetto anche Limina abbia avuto un ruolo ed un riconoscimento” dice. Ed il progetto, effettivamente, anche nell’arena spagnola ha… “toreato” con grinta, piazzandosi tra i vincitori. Peraltro, era l’unico progetto italiano e l’intero team si basa su figure siciliane, a cominciare dal regista, Pino Pullella, originario di Castell’Umberto e già premiato con tre corti: “Cosa Tinta” al “Taormina Film Festival” del 2011; “Con gli occhi di Mario”, terzo classificato al “Torino film festival”; “L’uomo che visse e rivisse” Finalista all’Atlanta Film Festival” in Georgia. Al suo fianco Gaetano Spagnolo di Capo d’Orlando e i “peloritani” Graziella Starvaggi (ideatrice del soggetto), Maria Giglia, Claudio di Blasi e la piccola Emma Scaffidi. Il corto tratta il tema del femminicidio, mettendo a nudo la ferocia e la pochezza degli uomini incapaci di comprendere l’ineludibile evoluzione della società e, quindi, del ruolo della donna anche nelle dinamiche familiari.“Questo lavoro - dice il regista - vuole essere un urlo affinché tutti ascoltino e si sensibilizzino a questo problema spinoso e Filippo Melita ha lasciato una traccia della sua saudade, del suo legame con la Sicilia e del suo impegno per il sociale, sia didattico che associazionistico”.


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