Mercoledì 19 Gennaio 2022
A S. Teresa il governatore Musumeci taglia il nastro dopo i lavori di ammodernamento


Il Nuovo Teatro Val d'Agrò rialza il sipario: "Un'oasi di cultura nel deserto" - FOTO

di Andrea Rifatto | 06/12/2021 | ATTUALITÀ

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Il taglio del nastro inaugurale

I teatri di provincia sono i baluardi della cultura nei piccoli centri, quelli lontani dai riflettori di festival e grandi palcoscenici. E in un’epoca dove fare cultura è sempre più difficile, a Santa Teresa di Riva risorge il “Nuovo Teatro Val d’Agrò”, riaperto sabato mattina dopo ventuno mesi dall’ultimo spettacolo. Una struttura che ha cambiati volto con un intervento di manutenzione straordinaria e adeguamento degli impianti alle normative attuali, grazie ad un contributo di 143mila 063 euro concesso dalla Regione, pari al 77,74% dei 184mila 028 euro spesi per i lavori, nell’ambito di un intervento costato complessivamente 231mila 040 euro e attuato dalla compagnia teatrale “Sikilia”, che da alcuni anni gestisce il teatro di proprietà della famiglia Famulari. Cinque mesi di lavori, completati anche grazie ai ristori Covid della Regione e a contributi personali, culminati con il taglio del nastro per mano del presidente della Regione Nello Musumeci, del sindaco Danilo Lo Giudice e dalla direttrice artistica della compagnia, Cettina Sciacca. Una “bomboniera” da 150 posti che riparte con due spettacoli l’8 e il 18 e la nuova stagione teatrale a gennaio. “Sono stati due anni duri, difficilissimi, senza pubblico, emozioni, sguardi, critiche e applausi - ha esordito la leader dei Sikilia - questa riapertura ha un grande valore, è simbolo di rinascita in tutti i settori, un nuovo inizio, ecco perchè abbiamo voluto chiamarlo Nuovo Val d’Agrò, come il film ‘Nuovo Cinema Paradiso’. Questo teatro è l’unico tra Messina e Catania, ad eccezione di Giarre - ha aggiunto Sciacca - non è solo un luogo fisico ma anche mentale, dove ci si emoziona e ci si mette in gioco, si scambiano energie e si superano limiti”. 

Musumeci ha evidenziato come il suo governo abbia finanziato la ristrutturazione e la riapertura di 137 sale sulle 300 esistenti in Sicilia, molte chiusi per piccoli adeguamenti da fare, con un impegno di oltre 30 milioni di euro, “perchè è importante aprire spazi culturali come i teatri, luoghi che favoriscono aggregazione soprattutto dopo la pandemia. Il Val d’Agrò è un’oasi nel deserto, un luogo dove fare assembramento positivo - ha rimarcato - di formazione interiore, confronto, dibattito, dialogo, per esprimere le proprie capacità”. Per il sindaco Lo Giudice “i Sikilia svolgono una funzione sociale di crescita e il teatro rinato grazie alla Regione avrà il sostegno della comunità e del grande pubblico”. In sala i sindaci del comprensorio, rappresentati sul palco dal presidente dell’Unione dei Comuni Concetto Orlando, esponenti di associazioni, scuole e anche il regista Giovanni Anfuso, “padrino” della giornata, che ha elogiato l’esempio positivo dei Sikilia, che va controcorrente “in un’Italia dove i teatri si chiudono con la latitanza di una politica culturale nazionale improvvisata o assente”. Da Palermo è giunto un messaggio dell’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, che si è detto “felice di conoscere questa realtà culturale che ha ben utilizzato le risorse regionali”, esprimendo “apprezzamento e gratitudine per aver saputo assumere una scelta coraggiosa dopo due anni di isolamento con l’augurio che il Nuovo Teatro Val d’Agrò svolga una funzione di lievito culturale e punto di riferimento per il comprensorio tra Messina e Catania”.



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